Svolta decisa nelle indagini sulla scomparsa di Giovanni Brunetto, del quale non si hanno più notizie dal 7 maggio scorso.
I Carabinieri hanno arrestato, venerdì scorso, Angelo Carità di 56 anni e Angelo Bianchi di 37 anni. Per loro l’accusa è gravissima: sequestro di persona omicidio e occultamento di cadavere. L’omicidio sarebbe maturato per motivi economici. Brunetto, infatti, sarebbe stato creditore nei confronti di Carità di una somma che varia tra i 40 mila e i 100 mila euro, denaro che nell’ultimo periodo avrebbe più volte chiesto al suo assassino. I numerosi testimoni sentiti dai carabinieri, avrebbero raccontato di animate discussioni tra i due, l’ultima presso il Bar La Pergola proprio la mattina della scomparsa dell’uomo, svanito nel nulla dopo le 16,30 circa del 7 maggio, giorno in cui è stato notato presso un rifornimento di benzina. Poi sarebbe stato attirato lontano dal paese. La sua auto è stata infatti ritrovata parcheggiata lungo la Ss 123.
La decisione di sopprimere il Brunetto, sarebbe maturata giá alcuni giorni prima, quando Carità aveva iniziato a contattare insistentemente la vittima utilizzando un’utenza telefonica intestata ad un ignaro precedente possessore che l’aveva smarrita un anno prima. Quel numero, sarebbe stato anche utilizzato per contattare utenze intestate o in uso a familiari del Caritá. Non solo: negli ultimi mesi, sul quel cellulare, Caritá avrebbe inserito altre quattro sim a lui intestate e di cui aveva deciso di disfarsi.
Le indagini, condotte dl sostituto procuratore Luca Sciarretta, sono ancora in corso per scoprire se altri abbiano partecipato al delitto.
I due sono stati interrogati dal gip Ottavio Mosti che non ha convalidato il fermo, ma che ha applicato la misura cautelare. Per Bianchi disposti gli arresti domiciliari presso l’ospedale di Gela, dove dovrá sottoporsi ad intervento chirurgico.