Il cielo di Campobello di Licata, il prossimo 23 maggio sarà invaso da decine di aquiloni che porteranno in volo messaggi antimafia e frasi sul tema della legalità per tenere alta la memoria e non dimenticare quel triste giorno di 21 anni fa, quando Cosa Nostra, uccideva in un feroce agguato, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta. Giovedì dalle 16.00, una delegazione di aquilonisti del “Festival Internazionale di San Vito lo Capo della Trapani Eventi” farà volare aquiloni giganti, acrobatici, antropomorfi, mentre alle 17.58, ora della strage avvenuta il 23 maggio 1992, sarà osservato un momento di silenzio. In contemporanea giungeranno al campo di volo, istituito nei pressi del Parco della Divina Commedia, 21 giovani studenti che allineati come durante le ricerche di superficie concluderanno gli studi del progetto Kalat: per Campobello di Licata, infatti giovedì sarà una giornata doppiamente particolare perché sarà celebrato anche il raggiungimento di un importantissimo e positivo record di civiltà conseguito proprio nella città agrigentina: infatti, grazie al progetto Kalat, Campobello di Licata è oggi il comune italiano meglio conosciuto archeologicamente, con la scoperta di 176 siti archeologici e la mappatura di oltre il 95% di territorio, indagato in modo intensivo e sistematico. Al loro arrivo i ragazzi, prenderanno i loro aquiloni per farli volare insieme a quelli bianchi di Falcone. L’evento denominato “SiAmo Falcone” anche questo anno, è stato organizzato nell’ambito del progetto QLT di cui è capofila l’Archeoclub diretto da Emilia Bella, ed al quale aderiscono il comune di Ravanusa, l’associazione Athena, la cooperativa Istas di Campobello di Licata, il consorzio AGRI.CA Società Cooperativa Sociale, l’Arcidiocesi-Caritas Diocesana di Agrigento, Confindustria, CNA, Confartigianato, Confcooperative e la società Astraconsulenze di Agrigento. Saranno presenti autorità politiche, religiose e militari della zona.

Carmelo Vella