“Se entro la chiusura della sessione estiva dei lavori dell’Ars non si procederà ad una variazione consistente del bilancio della Regione appena approvato, già a luglio le province regionali non potranno pagare gli stipendi ai dipendenti”.
L’allarme, chiaro e diretto, è stato lanciato da Presidenti e Commissari delle Province regionali nel corso dell’incontro di oggi pomeriggio all’Ars con il Presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone.
A rimarcare la grave situazione già denunciata da Enna sono stati i presidenti della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto e quello della provincia di Siracusa Nicola Bono ma l’allarme è stato confermato anche dai commissari straordinari delle province di Caltanissetta e Ragusa e dal presidente dell’unione province Giovanni Avanti.
“E’ la conferma di quanto denunciamo sin dall’inizio della sessione di bilancio – dice Totò Cordaro capogruppo del Pid cantiere popolare all’Ars -. I conti li avevamo fatti bene. Il taglio dei costi da 100 a 44 milioni operato in finanziaria è assolutamente cosa diversa dalla riforma. mantenere questa impostazione significa non riformare le province ma distruggerle sotto il profilo gestionale mandandole in dissesto a prescindere dal taglio degli organismo politici”.
Appare, dunque, inevitabile un assestamento di bilancio in attesa della riforma. Gli stanziamenti necessari, infatti, saranno tali anche dopo l’eventuale trasformazione in consorzi di comuni.
“I Presidenti ed i commissari delle Province – ha detto il Presidente Giovanni Ardizzone – si sono impegnati a fornirci una più dettagliata relazione sulla situazione economico finanziaria delle strutture intermedie per permetterci di procedere, entro l’estate, alla necessaria variazione di bilancio”.
Toccherà ora al governo, che all’incontro era rappresentato dall’assessore alle autonomie Locali Patrizia Valenti, trovare le risorse per evitare l’ennesimo tracollo in danno di dipendenti pubblici e funzioni amministrative.
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