Sono due gli impiegati, uno dell’ufficio tecnico e l’altro dell’ufficio tributi, che non sono stati trovati a lavoro durante il blitz antiassenteismo effettuato qualche mese addietro dalla polizia municipale al comune di Canicattì. I vigili urbani, guidati dal comandante Diego Peruga, ieri hanno concluso tutte le verifiche necessarie dopo l’apposito servizio di controllo ed hanno inviato ai dirigenti degli uffici dove i due prestano servizio una dettagliata relazione su quello che è avvenuto il giorno del blitz. Infatti, i due, secondo quanto accertato dalla polizia municipale, dopo avere timbrato il cartellino si erano allontanati in maniera arbitraria e senza alcuna autorizzazione per sbrigare altre faccende. «Il nostro lavoro- dichiara- il comandante Diego Peruga- adesso è concluso. Dopo l’invio della relazione ai dirigenti dei dipartimenti da dove i due impiegati dipendono spetterà loro valutare la posizione ed adottare nei loro confronti i provvedimenti del caso. I due, dipendenti -aggiunge il comandante della polizia municipale della città- rischiano diverse sanzioni disciplinari che vanno dalla decurtazione dello stipendio, alla sospensione del servizio o addirittura al licenziamento in tronco. Per applicare la sanzione bisognerà valutare attentamente ogni singolo caso e soprattutto accertare se i due siano recidivi. In totale abbiamo controllato le posizioni di una trentina di impiegati che quel giorno avevano timbrato e dovevano quindi essere in servizio. Solo due non erano in regola». I controlli erano scattati poco prima di mezzogiorno di sabato giornata in cui il comune è chiuso. Infatti, nonostante sabato ci fosse la chiusura degli uffici perché l’ente effettua la settimana corta, la sede di via Cesare Battisti, dove si trova l’ufficio tecnico comunale, quello alla solidarietà sociale e l’ufficio tributi era stata regolarmente aperta poiché si dovevano effettuare dei progetti autorizzati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Corbo da parte dei dipendenti i quali grazie al lavoro straordinario erano chiamati a sbrigare vecchi impegni arretrati. All’interno del palazzo di città i caschi bianchi avevano poi provveduto a verificare la corrispondenza del numero dei cartellini timbrati con il numero dei dipendenti presenti negli uffici.
CARMELO VELLA












