Il Gip di Agrigento Alessandra Vella, ha convalidato il fermo di dell’architetto agrigentino Giuseppe Tuzzolino, 34 anni, in servizio presso la società “Well Tech” s.r.l., e ne ha disposto la scarcerazione applicandogli la misura degli arresti domiciliari.
La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Tuzzolino, assistito dall’avvocato Salvatore Pennica, martedì pomeriggio è stato interrogato e ha respinto tutte le accuse.
Il giudice Vella ha ritenuto insussistente l’accusa di tentata estorsione e ha convalidato il provvedimento per tutte le altre imputazioni.
Per il giudice, la remissione in libertà di Tuzzolino, potrebbe pregiudicare la prosecuzione delle indagini e rischi di reiterazione del reato.
Tuzzolino è stato fermato nella mattinata di lunedì dai carabinieri della Compagnia di Licata su provvedimento della Procura della Repubblica di Agrigento – a firma Ignazio Fonzo, procuratore aggiunto e Luca Sciarretta, sostituto procuratore – perché ritenuto responsabile di gravissimi reati compiuti all’interno dell’Ufficio tecnico del Comune di Palma di Montechiaro.
L’inchiesta originaria è quella scaturita da controlli, sequestri e investigazioni compiute all’interno dell’ufficio tecnico del Comune di Palma. Contemporaneamente all’arresto di Tuzzolino sono state notificate due informazioni di garanzia con invito a comparire per rendere interrogatorio all’ex sindaco Bonfanti ed all’ex capo Utc Salvatore Di Vincenzo. Secondo la Procura a Palma di Montechiaro le attività dell’Ufficio tecnico venivano gestite illecitamente ed era stata creata una vera e propria cartiera che creava false concessioni edilizie i cui proventi non venivano versati al Comune.
Con il fermo dell’architetto Giuseppe Tuzzolino, si chiude un primo cerchio sull’inchiesta all’Utc di Palma di Montechiaro, da tempo condotta dai Carabinieri della compagnia di Licata guidata dal capitano Massimo Amato e coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, e dal sostituto procuratore Luca Sciarretta, faceva intuire che presto ci sarebbero state novità clamorose ben più significative delle dimissioni del sindaco e del Consiglio comunale.
Il professionista è accusato di gravissimi reati compiuti all’interno dell’Ufficio tecnico del Comune di Palma di Montechiaro perché – secondo la Procura – unitamente al sindaco di Palma di Montechiaro Rosario Bonfanti, al dirigente dell’Utc Salvatore Di Vincenzo, al responsabile dell’ufficio antiabusivismo Baldassare Zinnanti e ad altri soggetti allo stato non identificati, promuoveva, costituiva e dirigeva una associazione partecipata anche dai consiglieri comunali Rosario Mangiavillano e Giuseppe Amato e dai professionisti Gaetano Scicolone, Angelo Salvatore Scicolone, Carmelo Puzzangaro, Calogero Baldo e Valentina Baldo e finalizzata alla commissione di più delitti di corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e dei procedimenti di scelta dei contraenti, falsità materiale ed ideologica, truffa aggravata ai danni dello Stato e del Comune di Palma di Montechiaro, commettendo, in tempi successivi, numerosi fatti illeciti specifici, agendo tutti consapevolmente e stabilmente fornendo ciascuno un contributo materiale e morale alla consumazione dei reati fine, beneficiando degli ingenti proventi economici dell’attività illecita; segnatamente, i pubblici ufficiali, coadiuvati dagli altri sodali: asservivano costantemente la funzione pubblica esercitata, per denaro ed altre utilità, agli interessi propri e dei suddetti sodali privati; turbavano numerosi procedimenti amministrativi diretti a stabilire il contenuto di bandi pubblici al fine di condizionare le modalità di scelta dei contraenti in alcuni pubblici appalti indetti dal Comune di Palma di Montechiaro, tra i quali: l’appalto per i lavori inerenti il “Contratto di quartiere II Stazione-Pizzillo”, per un importo di € 2.432.027,58, aggiudicato alle società “So.Ge.Mar Costruzioni” s.r.l., “Elcal” s.r.l. e “Mar.Sal Costruzioni” s.r.l., di Salvatore Marrone, Giuseppe Sgarito, Angelo Sciumé e Giuseppe Castronovo; l’appalto per l’affidamento in concessione per 19 anni della gestione del Mercato ortofrutticolo di Palma di Montechiaro aggiudicato alla società “Palma2010” soc. Coop. legalmente rappresentata da Calogero Amato, ma di fatto riconducibili anche ai consiglieri comunali Rosario Mangiavillano e Giuseppe Amato; abusavano del proprio ufficio e violavano la normativa di settore al fine di conseguire intenzionalmente vantaggi patrimoniali in ordine alla illegittima lottizzazione di terreni (c.d. Lottizzazione Sallia + altri) siti in c.da Pizzillo e appartenenti, tra gli altri, alle mogli del sindaco Rosario Bonfanti e dei fratelli Angelo Salvatore e Gaetano Scicolone; formavano e consegnavano ai cittadini richiedenti false concessioni edilizie in sanatoria e, mediante artifici e raggiri consistiti anche nella predisposizione di falsi bollettini postali, si appropriavano delle somme di denaro, pari almeno a circa € 220.000,00, pagate dai predetti cittadini a titolo di oblazione e di oneri concessori e destinate alle casse del Comune di Palma di Montechiaro.”