Il Tribunale di Agrigento, sezione misure di prevenzione ha dissequestrato una parte dei beni al  Angelo Di Bella, 56 anni, di Canicattì. Si tratta in particolare di tre ditte individuali, cinque società, correnti correnti e diversi beni immobili intestati a lui e ai suoi familiari. Il valore dei beni sequestrati a Di Bella, ora gran parte ritornato in suo possesso, ammantava a circa 80 milioni di euro. I giudici hanno invece disposto la confisca di una parte del capitale sociale di una società azionista di un centro commerciale agrigentino. A Di Bella inoltre è stata applicata la misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di tre anni.Il canicattinese venne arrestato insieme ad altri presunti mafiosi nel corso dell’operazione “Camaleonte” e “Agora”, che avevano colpito la rete di protezione dell’allora capo mafia provinciale latitante il campobellese Giuseppe Falsone, poi catturato a Marsiglia.