Minacce aggravate e continuate. Sono queste le accuse che gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì, hanno contestato ad un pastore, G. G. di 64 anni che è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento. La vicenda che ha portato alla denuncia dell’allevatore ha avuto inizio qualche giorno addietro quando l’uomo, secondo quanto sono riusciti a ricostruire i poliziotti coordinati dal dirigente il vice questore Valerio Saitta, avrebbe tranciato una rete metallica e permesso al suo gregge di pascolare all’interno di un appezzamento di terreno di proprietà di un altro canicattinese in contrada «Monteleone». Il proprietario del fondo, effettuata la scoperta ha chiesto spiegazioni a G. G, cercando di capire perché si fosse reso protagonista di quel gesto nei suoi confronti. Ma invece di chiarire i motivi di quella incursione nell’appezzamento di terreno del vicino, G. G, avrebbe alzato i toni nei suoi confronti minacciandolo. Al proprietario del terreno quindi non è rimasto altro che recarsi in commissariato e sporgere denuncia nei confronti del sessantaquattrenne e raccontare soprattutto ai poliziotti i particolari di quello che gli era accaduto. Per questo motivo, gli agenti delle volanti coordinati dall’ispettore Calogero Bertolino si sono messi alla ricerca di G. G, e quando lo hanno trovato in campagna mentre pascolava il proprio gregge lo hanno invitato a presentarsi in commissariato dove gli è stata notificata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica del capoluogo. L’uomo, infine, è stato anche denunciato per pascolo abusivo e invasione di proprietà privata.

C.V.