Riceviamo e pubblichiamo:
Ora che Marco Zambuto, ed addirittura il dimissionario amministratore delegato della società di gestione dei servizi idrici più denunciata d’Italia, Carmelo Salamone, si sono recati finalmente negli uffici della Procura della Repubblica di Agrigento per raccontare quello che sanno si aspetta un segno anche da parte dell’amministrazione Fantauzzo.
Nell’attesa che il “Pool di avvocati” ingaggiato dal Sindaco per risolvere il problema dell’acqua si metta finalmente al lavoro, il M5S insieme a 320 cittadini utenti idrici e fruitori del servizio idrico nel Comune di Grotte invitano il Consiglio Comunale, ex art. 37 dello Statuto, a riunirsi e a discutere le problematiche riguardanti gli aumenti delle tariffe idriche per gli anni 2012 e 2013.
Lunedi 15 luglio è stata infatti protocollata una petizione nella quale il M5S di Grotte indica al Consiglio alcuni profili di illegalità riguardanti la struttura e l’operato di Girgenti Acque e la strada da seguire per uscire da questo tunnel.
Qui di seguito viene riportata una sintesi in formato testo della petizione.
PETIZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI IDRICI DEL COMUNE DI GROTTE RIGUARDO AGLI AUMENTI DELLE TARIFFE IDRICHE PER GLI ANNI 2012 E 2013. ART.37 DELLO STATUTO COMUNALE VIGENTE
I sottoscritti cittadini, nella qualità di utenti idrici e/o fruitori del servizio idrico integrato (SII) nel comune di Grotte, affidato in gestione nel 2007 a Girgenti Acque spa con un contratto trentennale dal Consorzio d’Ambito ATO IDRICO AG9, oggi in liquidazione, nell’esprimere
UNA FERMA E VIBRATA PROTESTA
contro gli insostenibili ed esosi costi, tra i più cari in Italia, per le installazioni, le riparazioni e le bollette idriche addebitati all’utenza idrica della provincia di Agrigento, nella quale è compreso questo Comune premettono, fanno rilevare e chiedono quanto appresso.
Premesso
1) che in barba ai princìpi di economicità, di trasparenza e di efficienza stabiliti dalla legge, la gestione idrica integrata nella Provincia di Agrigento, affidata al fallimentare controllo dell’Autorità d’Ambito ATO IDRICO AG9 (per brevità chiamato Consorzio d’Ambito), peraltro chiamata a “tutelare l’interesse degli utenti dei servizi idrici integrati nei confronti del soggetto gestore” (art.4 dello Statuto del Consorzio d’Ambito), è stata condotta con risultati diametralmente opposti;
2) che già a partire dal 2011, a causa della latitanza della stragrande maggioranza dei Sindaci, con l’approvazione da parte del Consorzio d’Ambito del contestatissimo Regolamento di Utenza e delle tariffe molto più care per l’anno 2012, deliberate dal Commissario ad acta, si assiste ad un continuo, quanto insostenibile aggravio in capo alle utenze idriche di fatto tartassate e vessate.
Come se non bastasse, l’ex presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, Commissario Liquidatore del Consorzio d’Ambito ATO IDRICO AG9, a pochi giorni dalla fine del suo mandato, tutto da solo, di fatto ha approvato con deliberazione n.10 del 29/04/2013 le tariffe per l’anno 2013 aumentate del 13.4% rispetto al 2012.
Premesso ciò si fa rilevare quanto appresso.
– Che le tariffe del 2012 sono state approvate dal Consorzio d’Ambito in attesa della nuova metodologia di calcolo e di tenere conto dell’esito referendario del 2011 sull’abrogazione dell’utile del 7%;
– Che nell’atto di approvazione delle tariffe 2012 (Del. n.2/2013) le tariffa reale media (TRM) per il 2012 di € 1,625, come si evince dal relativo allegato, è stata ottenuta dal mero adeguamento al tasso di inflazione programmata a partire dal 2002 (sic!) della TRM offerta in gara di € 1,363 nel 2006, senza stralciare dalla tariffa l’utile del 7% abolito dal referendum 2001 sulla componente per la remunerazione del capitale investito;
– Che per l’anno 2012, per ciascuna delle nuove, alquanto discutibili tipologie di utenza, è stata prevista un’eccessiva quota fissa, oltre il consumo, di gran lunga molto al di sopra di quella prevista dalle deliberazioni CIP e CIPE
– Che le tariffe 2012 prevedono una tipologia Ua (uso diverso da residenti e non residenti) che abbraccia indistintamente usi idrici di tipo domestico e di tipo industriale, prevedendo un consumo medio annuo di 183 mc, previsione assurda nei consumi di tipo domestico ad esempio: negozi, uffici ecc. ove l’acqua serve per il bagno e per la pulizia del locale (ebbene per questa tipologia è stata prevista una quota fissa di € 178,78 più IVA oltre il consumo);
– Che le tariffe 2012 prevedono, sempre oltre il consumo, una esosa quanto incomprensibile quota fissa per la tipologia Udn (utenza domestica non residente) di € 123.78 + IVA;
– Che è stato approvato dal Consorzio d’Ambito il Regolamento di Utenza (Del.n.4 del 30/11/2011) che prevede nuove tariffe per gli allacci, installazioni e riparazioni, che a sua volta Girgenti Acque spa ha aumentato del 22.5% unilateralmente e incomprensibilmente a partire dal 2012, cioè appena un mese dopo la relativa approvazione;
– Che non si evince dal citato Regolamento di Utenza come si sia pervenuti a quantificare le tariffe per installazioni e riparazioni (mancano l’anno di riferimento e le analisi dei prezzi di mercato) e se le relative spese del personale e dei servizi siano già contemplate nella tariffa a mc di consumo idrico;
– Che rispetto alle previsioni di contratto 19 comuni su 43, facenti parte dell’ATO della provincia di Agrigento, non hanno consegnato in tutto o in parte gli impianti;
– Che nessun investimento a tutt’oggi sarebbe stato portato a termine da Girgenti Acque spa, né, pare, esistano progetti cantierabili con la conseguenza che la tariffa 2012, contenendo implicitamente la componente dei costi di ammortamento e la remunerazione del capitale investito, sarebbe sovradimensionata;
– Che a partire dal 2012 nella formazione della tariffa il costo degli investimenti è di norma riconosciuto solo quando le opere saranno realizzate;
– Che Girgenti Acque addebita nelle bollette la quota di depurazione per le utenze non servite dal depuratore e quando i depuratori non esistono, non funzionano o non sono idonei, in contrasto con la legge e la sentenza della corte costituzionale;
– Che la recente deliberazione n.10/2013 del Commissario D’Orsi non sarebbe stata pubblicata secondo le procedure di legge e che la stessa non è rinvenibile completa di tutti gli allegati, nei siti web di Girgenti Acque spa e dell’autorità d’ambito ATO IDRICO AG9.
Premesso e rilevato quanto sopra, si chiede al Consiglio Comunale di Grotte, al fine di tutelare gli utenti idrici di attivarsi:
1) per l’acquisizione degli atti in forma integrale ed originale, comprensivi degli allegati, deliberati dal Consorzio d’Ambito in merito alla carta dei servizi, del regolamento di utenza e alle tariffe;
2) per la revoca in autotutela o, in subordine, per la immediata sospensione della Deliberazione n.10/2013 per le seguenti ragioni:
a) non è stata effettuata, contrariamente alle previsioni di contratto, la consegna degli impianti;
b) è previsto nel regolamento di utenza il minimo impegnato;
c) non sarebbero rispettate le procedure di pubblicazioni nel rispetto dei princípi di trasparenza.
3) per sottoporre al vaglio e alla revisione dell’AEEG il Regolamento di Utenza in ordine alla previsione del minimo impegnato, alle tipologie di utenza (uso domestico equiparato ad uso industriale) e alle tariffe per installazione e riparazioni (eventuali doppioni con la tariffa al mc);
4) per sottoporre al vaglio e alla revisione dell’AEEG la Deliberazione del Commissario ad acta (Delib. N.2/2012) con la quale è stata approvata la tariffa del 2012 per, come scritto testualmente nella medesima Deliberazione “in attesa dell’adozione della nuova metodologia tariffaria” prevista dall’art.154 del D.lgs 152/2006 e nel rispetto dell’esito referendario del 2011;
5) per il controllo delle condizioni di funzionamento del depuratore comunale e dello stato di depurazione delle acque reflue alla fine del ciclo;
6) affinchè vengano rimosse le condizioni discriminatorie con cui viene gestito il servizio idrico, a causa della disparità di trattamento tra gli utenti dei comuni che hanno consegnato le reti e gli utenti dei comuni che, non avendoli consegnato, sostengono dei costi molto inferiori, nonostante l’appartenenza alla medesima ATO;
7) di concerto con altri comuni interessati, di istituire un tavolo tecnico e di nominare una commissione intercomunale composta da esperti e legali per esperire qualunque azione, sia di tipo legale, sia presso l’AEEG a tutela degli utenti idrici.
Si chiede infine al Consiglio Comunale di pronunciarsi nel merito della presente petizione ai sensi dell’art.37 dello Statuto Comunale vigente.


















