Favara  per alcuni momenti è ripiombata nella paura, così come era successo il 23 gennaio del 2010 con il crollo di un’abitazione in via del Carmine, e la morte delle due sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia, di 14 e 4 anni. Solo il caso ha voluto che il cedimento strutturale dell’edificio avvenisse nelle ore serali e fortunatamente non di mattina, quando in questa strada si svolge il mercato rionale del paese sempre affollatissimo. Ed è ancora il caso ha voluto che l’anziano che abita nel palazzo in quei momenti si trovasse a trascorrere qualche ora con i familiari, in una residenza estiva. Quando l’uomo è arrivato in via Brancati nel quartiere dell’Itria alla vista delle macerie ha accusato un leggero malore ed è finito in ospedale. Scattato l’allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, i carabinieri, poi è stato il turno dei tecnici comunali e del sindaco Rosario Manganella che hanno effettuato un sopralluogo.

Tragedia sfiorata ma ora tutti a chiedersi come è potuto succedere ancora. L’amministrazione comunale da tempo ha attuato una serie di controlli e verifiche di fatiscenti edifici del centro storico. Ma a crollare ieri sera non è stato un vecchio stabile. Le perizie serviranno a chiarire le cause del cedimento e stabilire eventuali responsabilità. A Favara, purtroppo ci sono altre simili e gravi situazioni, e sono ancora pochi i proprietari di abitazioni a rischio crollo, che si attivano per la messa in sicurezza. Quasi tutti fanno cadere nel vuoto le ordinanze del Comune.


“Non devono più ripetersi tragedie come quella di via Bagolino a Palermo o come quella di via del Carmine a Favara. I sindaci tengano alta l’attenzione e accelerino l’iter per la demolizione degli immobili abusivi o pericolanti che provocano problemi di dissesto idrogeologico e rischi per l’incolumità delle persone. Solo per un caso fortuito in via Brancati si è evitata una nuova tragedia”. Così l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, interviene in seguito al nuovo crollo di una palazzina di tre piani avvenuto ieri sera a Favara. “Quella della precarietà dei centri storici in Sicilia e in particolare nell’ Agrigentino per i rischi connessi al dissesto idrogeologico – ha aggiunto l’assessore Lo Bello – si conferma un’emergenza che richiede il massimo impegno da parte di tutti. Invito i sindaci a dare seguito alla circolare dell’ assessorato al Territorio e Ambiente indirizzata ai Comuni siciliani che obbliga alla demolizione degli immobili abusivi o pericolanti. Procederemo nei prossimi giorni a una verifica dello stato dell’arte, ricordo che rischiano il commissariamento Comuni che non si adeguano alla circolare”.