“Il M5S ha insabbiato il ddl sull’acqua pubblica”. Documenti alla mano sentiamo il dovere di smentire le fesserie affermate da Fantauzzo nella seduta consiliare del 30 luglio
Colossali fesserie. Non ci sono espressioni migliori per definire quanto affermato dal Sindaco Paolino Fantauzzo nella seduta consiliare del 30 luglio nella quale si discuteva, o meglio si sarebbe dovuto discutere, di acqua pubblica, aumenti illegittimi delle tariffe e soluzioni immediate da trovare.
Un’occasione persa per intraprendere un percorso comune, per fare una battaglia insieme a 320 cittadini di grotte che pagano le indennità di Sindaco, Assessori e Consiglieri, e ai quali si chiede semplicemente di fare gli interessi della comunità, a prescindere dal colore politico dei gruppi, dei partiti, dei movimenti che sollevano un problema o avanzano un’istanza.
“La IV Commissione, presieduta dall’On. Trizzino il 24 luglio 2013- afferma testualmente il Sindaco – ha fatto un atto scellerato, praticamente ha affossato quello che era il decreto (voleva dire disegno) di legge voluto da 160 consigli comunali. Il presidente della IV commissione (Trizzino), nonchè l’Asessore Marino… hanno detto che la privatizzazione non si tocca. Viene messa alla porta la prima legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica”.
Non si comprende quali siano le fonti di informazioni del Sindaco.
Lo sfidiamo ad esibire pubblicamente dei documenti ufficiali (o anche non ufficiali) in suo possesso, che dimostrino quanto da lui affermato, la gravità delle sciocchezze uscite dalla sua bocca durante l’intervento in Consiglio Comunale.
Secondo il Sindaco, infatti, quei 14 deputati “qualunquisti” del M5S all’ARS – è così che definisce i nostri referenti – avrebbero affossato il disegno di legge sull’acqua pubblica presentato da 160 Consigli comunali.
È tanto più grave tale affermazione se si pensa che queste dichiarazioni non sono state proferite in un bar ma all’interno di un Consiglio Comunale e quindi sono, si teme, anche il frutto di un’attenta e profonda analisi.
Le sue frasi sono un falso colossale e, documenti alla mano, siamo lieti di smentirla, di informare i cittadini di Grotte su quanto realmente accaduto all’interno dell’Assemblea Regionale e con quanta poca accuratezza e rispetto il loro Primo cittadino si sia recato nell’aula consiliare di questo paese a riferire l’esatto contrario.
Ma faremo questo non prima di aver consigliato caldamente il Sindaco di verificare attentamente – la prossima volta in cui intenda nuovamente sproloquiare su un argomento così delicato, come è quello dell’acqua – le sue fonti di informazione e di non recepirle pregiudizialmente solo perchè soddisfano la sua propensione a parlare male del M5S.
Riportiamo testualmente le dichiarazione del deputato regionale del M5S Trizzino Presidente della IV Commissione Ambiente e Territorio dell’Ars:
“La commissione che presiedo, all’indomani dell’insediamento all’Ars, decide unanimemente di incardinare i disegni di legge in materia di servizio idrico.
Ce ne sono ben quattro: quello di iniziativa consiliare, quello di iniziativa popolare e due parlamentari tra cui quello dell’On. Panepinto (Pd).
La commissione, a maggioranza, opta per quest’ultimo…
Il governo Crocetta, anziché depositare emendamenti al ddl, deposita un disegno di legge ex novo, spiazzando la commissione e i deputati che la compongono, soprattutto quelli del Pd”. (N.B. il DDL di Crocetta prevede la privatizzazione dell’acqua).
Continua Trizzino: “basta leggere il regolamento interno del parlamento siciliano, per capire che il ddl del governo Crocetta, così come qualunque altro disegno di legge, non è scelto dal presidente della commissione discrezionalmente, ma è scelto con votazione a maggioranza dei suoi componenti. Così è stato fatto per il ddl governativo sull’acqua.
Dai verbali si legge chiaramente che la maggioranza dei componenti della commissione (deputati del Pd compresi!) ha optato per il ddl del governo” (cioè quello sulla privatizzazione).
Dai verbali si legge anche che il suo presidente (cioè io!), così come Valentina Palmeri (M5S), si sono espressi contro, a difesa dei lavori precedentemente svolti dalla commissione.”
In sintesi: Trizzino dice che è Crocetta, e non il MoVimento 5 Stelle, che, appoggiato da altri deputati, vuole MANTENERE LA GESTIONE PRIVATA DALL’ACQUA.
Caro Sindaco, a riprova di quanto affermato – perché a noi piace verificare l’esattezza delle informazioni che forniamo, documentandoci adeguatamente prima di parlare – riportiamo alcuni estratti dei lavori della IV Commissione Ambiente e Territorio presieduta dall’on. Trizzino (M5S), che sta affrontando, per l’appunto, il tema dell’acqua. E per correttezza verso i cittadini di Grotte riportiamo anche i link dove si possono leggere per esteso i sommari dei lavori della Commissione.
Le parole di Trizzino trovano piena conferma nel sommario della seduta della IV Commissione del 19 giugno 2013, che doveva essere l’ultimo giorno utile per le forze politiche per presentare degli emendamenti al disegno di legge sul quale stava lavorando la Commissione: il ddl proposto dall’on. Panepinto.
Il Governo Crocetta, invece di limitarsi a proporre degli emendamenti, tramite l’Assessore regionale per l’energia e i servizi di pubblica utilità, il dott. Marino, e per voce dell’avv. Spedale dell’ufficio di Gabinetto, presenta un nuovo disegno di legge sull’acqua che mantiene la privatizzazione della stessa (il ddl – disegno di legge e non decreto di legge, Sindaco! – n.455, depositato in Commissione il 19 giugno 2013 nella seduta n. 48)
Fino al 19 giugno 2013 in Commissione giacevano quindi 4 disegni di legge: 1 di iniziativa consiliare, 1 di iniziativa popolare e 2 di iniziativa parlamentare. Ma tutti ispirati dalla volontà di passare alla gestione pubblica dell’acqua.
Dopo la presentazione del ddl governativo tutto cambia
Legislatuta XIV – Seduta numero 48 del 19 giugno 2013
Il PRESIDENTE, dichiara aperta la seduta e passa al primo punto all’ordine del giorno, ovvero la discussione generale sul disegno di legge n. 455, presentato dall’Assessore regionale per l’energia e i servizi di pubblica utilità. ( il ddl governativo che mantiene la privatizzazione dell’acqua)
L’onorevole PALMERI (M5S) ricorda il lavoro svolto negli ultimi mesi dalla sottocommissione sulla materia. Sono stati sentiti i Commissari liquidatori degli Ato, gli enti gestori del servizio, alcuni rappresentanti del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, esperti del settore. Si è constatato che la gestione privata dell’acqua è stata fallimentare,molti Comuni non hanno provveduto a consegnare gli impianti idrici all’ATO, gestendo con molte difficolta’ le acque autonomamente, la maggior parte dei gestori privati non ha adempiuto agli obblighi contrattuali, le multigestioni sono disastrose, il prezzo dell’acqua all’ingrosso di Siciliacque incide pesantemente sulle tariffe ed ancora sprechi enormi, tecnologie obsolete e infrastrutture incomplete. Ritiene che la migliore gestione dell’acqua sia pubblica, basata sul principio del risparmio, della partecipazione dei cittadini e della solidarieta’ tra i diversi territori.
Il dott. MARINO, Assessore regionale per l’energia e i servizi di pubblica utilità, chiede che ad illustrare il disegno di legge sia l’avvocato SPEDALE, Ufficio di gabinetto.
L’avvocato SPEDALE chiarisce il contenuto del disegno di legge ed indica quali criteri sono stati usati nella stesura dello stesso. I principi cardine che non possono essere violati dalle norme regionali sono il principio di concorrenza e di tutela dell’ambiente. Proprio sulla base del principio della libera concorrenza, di competenza esclusiva dello Stato, deriva l’impossibilità da parte della Regione a legiferare in materia di gestione di un servizio a rilevanza economica. Le norme possono soltanto limitarsi ad un rinvio alla normativa statale e comunitaria. Elenca quali siano le modalità di affidamento della gestione citando il recente orientamento giurisprudenziale. In merito agli affidamenti in essere ricorda che si tratta di materia relativa all’ordinamento civile anch’essa di competenza esclusiva dello Stato. La materia su cui la Regione può intervenire riguarda il solo assetto organizzativo e proprio all’interno di tali limiti il disegno di legge prevede che la Regione sia un distretto idrografico, organizzato come ambito ottimale unico. All’interno dell’ambito unico possono essere costituiti sub-ambiti nei quali i comuni avranno una rappresentanza diretta. Sul sistema tariffario ricorda l’intervento recente dell’autorità garante per l’energia e per il gas.
Il testo integrale lo trovate a questo link: http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=17
Per una lettura di tutti i sommari dei lavori della IV Commissione: http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaDB=230&icaQuery=400.CODCOM%20AND%2016.LEGISL
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