Un centinaio dei 1.000-1.500 manifestanti No Muos in corteo a Niscemi è riuscito a sfondare la recinzione e a entrare nella base Usa. Un militare della guardia di finanza è rimasto ferito a una gamba, per soccorrerlo è arrivata un’ambulanza. Successivamente circa metà dei partecipanti è penetrata nella base, mentre altri hanno deciso di restare fuori nonostante gli ingressi fossero ormai liberi.
I manifestanti hanno marciato per ore sotto il sole scandendo slogan contro il governatore siciliano Rosario Crocetta ed esponendo striscioni e cartelli che inneggiano al diritto alla salute. Arrivati davanti a uno degli ingressi dell’impianto satellitare della marina militare Usa, hanno superato la prima recinzione in legno forzando il cordone delle forze dell’ordine.
Un gruppo ha cercato di tagliare la recinzione con una cesoia e quindi, legando una corda a un palo, di abbatterla. C’è stato un contatto con i carabinieri, che sono riusciti ad avere la meglio. I No Muos chiedono l’immediato stop alla realizzazione delle mega antenne satellitari. “Crocetta ci ha preso per cretini ma noi non ci fermiamo. Lui ha avuto paura e si è ritirato. Noi lottiamo per i nostri diritti e la salute dei nostri figli”, dice Maria Concetta Gualato, coordinatrice delle mamme No Muos.
Nel corteo spiccano gli striscioni “Fermarlo è possibile, tocca a noi farlo” e “Crocetta porta la Sicilia alla guerra”. Alla manifestazione, oltre a esponenti di diversi partiti di Sinistra, i sindaci di Niscemi, Pozzallo, Acate, Caltagiorne, Piazza Armerina. Il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, ha detto di sentire “la solidarietà della gente”. Gli esponenti del M5s all’Assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino e Giancarlo Cancelleri, non hanno escluso la “presentazione di una mozione di sfiducia al presidente della Regione, e non solo per la vicenda Muos”.
NOVE ATTIVISTI SULLE ANTENNE. Nove persone sono ancora sui tralicci delle antenne all’interno della base dove sono entrati ieri sera. Ieri sera in otto erano riusciti ad entrare nella base di contrada Ulmo e ad arrampicarsi su 4 delle 46 antenne già installate. Due degli attivisti hanno proclamato anche lo sciopero della fame e ieri sera si è registrato qualche momento di tensione, quando i No Muos hanno cercato di bloccare il passaggio di una macchina della polizia e un mezzo dei vigili del fuoco.
“Salire in alto per raggiungere i sogni più belli – scrivono gli attivisti -. Una terra piena di alberi, frutti e piante curative, fiori. Recuperare i luoghi profanati dalla guerra e dall’avidità. Il Muos, le antenne spariscono dalla nostra vista, dalla nostra terra. Dipende da noi. Questo noi che è fatto di tenerezza, condivisione, creatività, piccoli gesti di amore. La coscienza che smette di essere complice dell’impero, del capitalismo spietato. Più tempo per vivere, cambiare la nostra vita radicalmente. Anche questo è il movimento No Muos. Oggi abbiamo l’occasione di iniziare a realizzare il sogno di un pianeta che ama la pace e combatte concretamente la guerra. Osare il passo in più, rompere le paure. Questa terra è nostra, è nostra, vogliamo liberarla dalle armi, dalla guerra e dalla devastazione ambientale. Pace, salute, terra, libertà. Per la Sicilia e per tutti i popoli della guerra”.
IL DDL DI FERRANDELLI. In sostegno dei No Muos anche il parlamentare regionale siciliano del Pd, Fabrizio Ferrandelli. “Sei mesi fa abbiamo eletto in Sicilia 52 deputati e 25 senatori, 77 parlamentari nazionali, un vero e proprio partito che oggi può, se vuole, fermare i lavori del Muos a Niscemi. Ed è arrivata l’ora che dicano ai siciliani da che parte stanno”, scrive sui social network Ferrandelli.
Il deputato siciliano, che è anche segretario della commissione Ambiente e Territorio all’Assemblea regionale siciliana, in questa ultima settimana ha tentato per due volte di far approvare una legge per bloccare il super radar, ma il suo ddl è stato ripetutamente ritenuto irricevibile in quanto, secondo gli uffici di Palazzo dei Normanni, si tratta di una materia la cui competenza non è del Parlamento regionale ma del governo nazionale.















