Dovevano servire per tutelare l’ambiente e far risparmiare il Comune di Canicattì ma nessuno pensava che le tremila lampade a basso consumo donate dal ministero dell’Ambiente, avrebbero lasciato interi quartieri al buio. Le lampade arrivate in città in sostituzione di quelle a vapori di mercurio ed a luce miscelata, avrebbero dovuto garantire una maggiore durata, minor consumo. Invece sia in pieno centro che in diverse zone periferiche, gli impianti di illuminazione pubblica funzionano a stento o sono completamente fuori uso. Un inconveniente a dir poco paradossale, che sta creando diversi disagi nel centro dell’agrigentino, soprattutto per la sicurezza dei residenti, che protestano per la mancanza di illuminazione per le strade.
Il Comune aveva provveduto ad effettuare una serie di interventi sui sistemi di illuminazione presenti in città volti ad assicurare il perfetto funzionamento delle nuove lampade. Nel giro di poco tempo il regalo del Ministero si è rivelato inutile, anzi dannoso. L’assessore ai Lavori Pubblici Gaetano Rizzo ha riferito che già dopo aver sostituito più di 500 lampade si sono accorti che queste erano difettose. Inizialmente si era pensando ad un problema tecnico degli impianti cittadini, invece dopo i dovuti controlli il problema non si è risolto. Da lì la decisione di tornare al vecchio sistema. Il Comune si farà carico delle spese per l’acquisto delle nuove lampade, in attesa che il Ministero sostituisca quelle difettose.
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