Dopo tre anni in ospedale la piccola Smeralda, una delle bambine simbolo delle cure Stamina degli Spedali Civili di Brescia, stamattina è tornata a casa. Ad accompagnarla nel tragitto dalla rianimazione pediatrica dell’ospedale Garibaldi di Catania alla sua abitazione c’erano il papà Giuseppe e i rappresentanti del movimento Vite sospese, che lo rende noto con un comunicato.
È la prima volta, da quando è nata, che la piccola Smeralda va a casa. La bambina è in coma dalla nascita per problemi durante il parto. Secondo i sostenitori del metodo Stamina, grazie alle cure è sopravvissuta e le sue condizioni di salute hanno fatto registrare nel tempo miglioramenti. Il movimento Vite sospesa sottolinea come “i video del ‘prima’ e ‘dopo’ le cure diffusi su Internet e in tv l’hanno trasformata in un caso simbolo del funzionamento del controverso metodo di Davide Vannoni”.
“È come se oggi fosse rinata, finalmente può stare insieme alla sorella gemella, Alice, e al fratellino più grande, Nicolò, e a tutti noi. Il suo rientro è una cosa bellissima”. Così Giuseppe, il padre di Smeralda, definisce il primo ingresso a casa dalla nascita della piccola bambina, nata il 1 marzo del 2011.
“Oggi avviene quello che sarebbe dovuto avvenire 29 mesi fa – aggiunge – e che purtroppo non c’è stato, per un errore il cui conto altissimo paga Smeralda”. Il papà della piccola ritiene “doveroso ringraziare il personale medico” dell’ospedale Garibaldi di Catania che “per due anni e mezzo l’ha assistita in Neonatologia e in Rianimazione: se Smeralda oggi è viva è grazie a loro”.
“Ed è sempre grazie a loro – sottolinea – che abbiamo potuto intraprendere il percorso della cura Stamina, che, ad oggi, è l’unica possibilità che potrebbe avere la nostra bambina”. Smeralda è nella sua stanzetta, ma sarà seguita da infermieri e medici in maniera costante anche a casa.












