Maria Falcone ce l’ha con Lucia Riina, la figlia del Capo dei capi. Ma anche con la tv svizzera che le ha dato spazio. “Provo sconcerto e biasimo per le dichiarazioni di Lucia Riina – afferma in una nota, la presidentessa della fondazione Giovanni e Francesca Falcone dopo l’ormai nota intervista -. Pur rispettando il suo ruolo di figlia e consapevole che le colpe dei padri non possano per nessuna ragione ricadere sui figli, non accetto che una donna cattolica praticante, come lei sottolinea più volte nell’intervista, non prenda le distanze da un padre assassino”.

Poi Maria Falcone continua: “Un padre che ha provocato lacrime e dolore disumano alle tante famiglie delle vittime colpite dalla sua efferata violenza e ferocia – continua – Sarebbe stato meglio, per etica, moralità e discrezione verso gli italiani, non sbandierare il proprio ‘onore’ di portare un cognome tanto scomodo e relegare al proprio privato i sentimenti che si nutrono verso un genitore. Così come è altrettanto grave che per facile audience una tv svizzera si interessi alla figlia di un boss italiano raccogliendo le sue opinioni su fatti tanto drammatici per la storia del nostro Paese e per le famiglie dei martiri colpiti dalle azioni mafiose ordite dal boss Salvatore Riina”.