“L’importanza della Sicilia continua a crescere per Meridiana, abbiamo una nuova offerta speciale che va oltre la continuità territoriale”. Con queste parole il ceo di Meridiana, Roberto Scaramella, ha presentato i nuovi biglietti per i residenti e i nati in Sicilia con tariffe “sotto i 50 euro a tratta tutto incluso, compreso il bagaglio”. Un’offerta analoga “non può essere prevista” per la Sardegna, aggiunge Scaramella, che difende la scelta di non partecipare ai bandi di gara per le rotte di Cagliari e Alghero perché “non sostenibili economicamente”.
“Siamo nati in Sardegna ed è una regione che si conferma strategica nel nostro network – spiega il eco – ma il nostro piano di risanamento non può essere sacrificato alla necessità di garantire la continuità territoriale”. L’isola pesa per il 30% del fatturato della compagnia.
Meridiana prevede di “piu’ che dimezzare” la perdita netta a fine 2013 rispetto al 2012 quando era stata pari a -190 milioni di euro; nel 2014 l’obiettivo e’ quello di raggiungere l’equilibrio operativo, con ulteriori miglioramenti negli anni successivi. Scaramella si è detto “molto soddisfatto” per il processo di risanamento intrapreso. “Sette mesi fa, quando sono stato nominato, la compagnia era pronta a chiedere il concordato preventivo, oggi possiamo parlare di sviluppo”.
“Questa estate – ha sottolineato Scaramella – abbiamo registrato un incremento significativo del traffico grazie al corretto riposizionamento dell’azienda su di un unico brand, quello di Meridiana, e grazie ad un ritorno ad un’offerta di tipo tradizionale”. In particolare, tra giugno e agosto, le rotte per la Sardegna hanno registrato un aumento del traffico pari al 16% su base annua, con picchi del 40% sulle rotte internazionali. Su tutte le tratte domestiche operate da Meridiana, la compagnia ha aumentato del 10-15% i ricavi. Incoraggianti anche i dati operativi, con l’89% dei voli in orario, contro il 79% registrato da Meridiana l’anno scorso.
In questi sette mesi, ha proseguito Scaramella, la compagnia ha ridotto di un terzo l’indebitamento e del 10-15% la struttura dei costi: in particolare il debito con i fornitori e’ sceso da 150 a 100 milioni, quello con le banche si è stabilizzato a 70 milioni. Attualmente Meridiana ha circa 900 persone, su 2.500, in cassa integrazione straordinaria: questo inverno saliranno ad un massimo consentito di 1.350: “Il costo del personale – ha detto Scaramella – oggi pesa per il 20% contro il 15-16% standard. E’ chiaro che dovremo ancora agire sui costi. Stiamo cominciando a ragionare con i sindacati sui meccanismi piu’ dinamici per aumentare la produttività. Nel giugno 2015, quando finira’ la cassa integrazione, non riassorbiremo tutti i dipendenti in cassa integrazione, anche se oggi e’ prematuro fare cifre. Quello che è certo, ha concluso il Ceo di Meridiana, è che nel 2015 forse saremo più piccoli di quanto eravamo due anni fa ma saremo in grado di camminare da soli e, probabilmente, di sederci a un tavolo di alleanze con piu’ forza”.












