La magistratura romana ha aperto un’inchiesta sul decesso della bimba gelese di due anni e mezzo in attesa di trapianto di midollo osseo. E’ arrivato l’avviso di per sette persone, tra medici e infermieri del Policlinico di Tor Vergata intervenuti durante e dopo l’operazione. La commissione ha già ascoltato circa venti tra medici, anestesisti e infermieri che sono entrati in contatto a vario titolo con la piccola.

Secondo quanto si è appreso sarebbero emerse responsabilità specifiche riguardo l’impianto del catetere, che avrebbe reciso una vena della bimba. Il catetere sarebbe stato troppo grande, incompatibile con gli organi di una bimba. I carabinieri lo hanno sequestrato.


Le responsabilità ricadrebbero su sette sanitari. “Saremo inflessibili”, fanno sapere dal Policlinico universitario. I sette indagati potrebbero essere convocati a breve in Procura a Roma: si tratta dei componenti dell’equipe che hanno avuto in cura la bambina. Chi indaga si limita ad affermare che si è trattato di un errore umano ma, sembra, non compiuto da mani inesperte visto che, si sottolinea, nell’equipe c’erano tutti medici e sanitari di lungo corso. Tanto da essersi resi conto subito della situazione e avere tentato di tutto.

“Mia nipote stava benissimo, non aveva nessun problema. Dovevano mettere solo un catetere. Non sono riusciti neanche a fare questo perché evidentemente c’erano degli incompetenti. Per questo chiediamo giustizia. Quelli che hanno sbagliato devono pagare”, dice la nonna paterna della bambina. “Siamo una famiglia distrutta, una famiglia disperata”, aggiunge la donna, 57 anni, che ha parlato con i cronisti davanti alla porta di casa del figlio per non disturbare la nuora, al quinto mese di gravidanza. I funerali si terranno domani alle ore 17, nella chiesa di San Rocco, a Gela. Il sindaco Angelo Fasulo ha proclamato per domani il lutto cittadino.