Riceviamo e pubblichiamo:
Per la frutticoltura e ,principalmente,per la peschicoltura vi è una situazione di crisi dai toni veramente drammatici. La collocazione di molto meno della metà della produzione,il crollo totale dei prezzi in azienda ,i magazzini di conservazione stracolmi di merce ormai deteriorata ed invendibile aggrava una situazione debitoria già pesante dei produttori sia nei confronti delle Banche sia del fisco.
Quali i motivi di questa crisi se la frutta ( pesca compresa ! ) nei vari punti vendita ( specie nel Nord Italia ) continua ad essere venduta ai soliti prezzi (Euro 1,50 Kg ). ?
La Coldiretti ne trova il motivo in un aumento del 30 % dell’importazione ma credo che sia una vera bufala. Io credo in parecchie concause e principalmente in un assoluto disinteresse degli organi deputati a razionalizzare ed equilibrare il prezzo di acquisto del prodotto con il prezzo al minuto.
In un periodo di grave crisi economica e di disoccupazione dilagante come non si avverte il dovere morale di equiparare il prezzo di vendita al prezzo di acquisto ?
Sembra che esistano norme europee che potrebbero agevolare l’imprenditore agricolo concedendo aiuti di vario ordine e grado e che questo sia un argomento ben più serio delle varie fattorie ecologiche e didattiche . Cosa fanno i nostri strapagati ed inetti politici ed i loro tirapiedi ? Cosa fa Grillo ed i grillini e,principalmente,come intende muoversi Crocetta in coerenza con le norme europee anticrisi che in altre regioni stanno già mettendo in essere istituendo dei tavoli anticrisi ?
Credo che l’interesse sull’argomento sia generalizzato e che,in questo momento,ognuno debba fare la sua parte senza arrivare ….. al suicidio ( oggi di moda ! ).
Un produttore incazzato












