Il corpo senza vita di un venticinquenne favarese è stato rinvenuto giovedì sera nei pressi del comune di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Era all’interno di una Fiat Punto, parcheggiata in uno spiazzo a poche centinaia di metri dalla statale. Ben vestito, seduto al posto di guida e con il capo poggiato sul poggiatesta del sedile. Sul corpo nessuna ferita o segni di violenza. Nell’abitacolo è stata trovata a terra una siringa, forse utilizzata dallo stesso giovane per iniettarsi lo stupefacente. Ma non basta per capire se al fianco di quel cadavere, fino a poche ore prima, in quell’auto fosse seduto un altro soggetto. Il favarese potrebbe essere morto poche ore prima il ritrovamento. I carabinieri di Bagheria con il coordinamento della Procura di Palermo, indagano sulle cause, che sono ancora tutte da chiarire. Con sé aveva i documenti, la carta di identità e la patente e alcune banconote di diverso taglio. Forse una morte per overdose, ma i familiari avrebbero riferito che non faceva uso di droga. Dopo i rilievi di rito il cadavere è stato trasportato al Policlinico di Palermo, a disposizione della Procura, che ha già disposto l’autopsia, che servirà a fornire tutte le risposte in merito alle cause del decesso. Arrivato sul posto il medico legale non ha voluto esprimersi. E per ore gli uomini della scientifica hanno passato al setaccio l’auto e acquisito alcuni materiali. Un vero e proprio giallo con un epilogo ancora tutto da ricostruire. Il giovane, sposato e padre di un bambino di pochi mesi, risiedeva a Cammarata dove lavorava come commesso in un centro commerciale della zona.

ANTONINO RAVANÀ