prima di partecipare all’incontro “Talenti dal Sud per sfidare la crisi” nella sede dell’università è stata ‘assalita’ da diverse decine di persone che le hanno stretto la mano e espresso compiacimento per la presenza in città. “Meno male che c’è lei…”, le ha detto stringendole la mano una donna e il presidente della Camera ha risposto “grazie, ma abbiamo bisogno di tutti”.
Un’altra signora si è offerta di ospitare la Boldrini a pranzo: “Venga a casa mia le farò i spaghetti alla norma” e il presidente della Camera ha prontamente replicato: “Se posso vengo…”. Laura Boldrini ha anche incontrato alcuni disabili che partecipano a una gara di basket in piazza dell’Università a Catania e congratulandosi con i promotori dell’iniziativa ha detto: “Sono contenta perché lo sport e la solidarietà sono valori aggiunti”. “Per fortuna non ci sono stati tagli alla sanità, eravamo preoccupati, ma gli impegni sono stati mantenuti”.
“Ha ragione, dopo tanti anni di lavoro bisogna dare a tutti una pensione adeguata”, ha detto Boldrini rispondendo alla domanda di un anziano: “Ho la stessa età del capo dello Stato Giorgio Napolitano, ma io ho una pensione da 500 euro e lui non credo, non mi sembra ci sia eguaglianza in questo”.
“La fuga di cervelli va fermata – ha commentato la Boldrini, a margine dell’incontro -. È bene che i giovani abbiamo la possibilità di andare all’estero per fare esperienze ma bisogna che possano poi tornare in Italia con un progetto serio e sostenibile di vita, realistico. Quei talenti non aspettano altro e noi, Italia, rialzeremo la testa e riavvieremo la ripresa”.
“Se vogliamo dare concretezza alle parole sull’importanza della conoscenza, il nostro Paese, sia nella sua parte pubblica sia in quella privata, deve avere il coraggio e la volontà di realizzare un grande investimento nell’Università, perché, purtroppo, alle storie di successo dei nostri talenti ne corrispondono altre di altrettanto capaci giovani, a cui sta mancando l’opportunità di essere coltivati nel loro talento e di dimostrare ciò che valgono”, ha affermato il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro.
“Condividiamo il fatto che se esiste una prospettiva di sviluppo economico per il nostro Paese, a partire da realtà territoriali in forte ritardo, come quella siciliana – ha osservato – essa dipende dalla capacità di sviluppare prodotti e servizi innovativi, che corrispondano ai nuovi bisogni individuali e sociali, in grado di riorientare l’economia dal mero consumo alla qualità della vita, individuale e sociale. Senza conoscenza e sapere non c’è sviluppo di questo tipo che si possa realizzare”.
“Conoscenza e sapere – ha continuato Pignataro – devono costituire la base di una ambiziosa strategia di creazione di una comunità euro-mediterranea, che punti ad una crescente integrazione economica e sociale, che consenta di realizzare un’area che veda nella mobilità delle persone un’opportunità e non un problema”.
“Una comunità – ha concluso – che consideri la crescita umana, culturale e professionale delle giovani generazioni lo strumento per realizzare una solida integrazione e per consolidare i processi di democratizzazione dei Paesi della sponda sud del mediterraneo; che sia sufficientemente ampia e ‘produttivà per reggere la competizione con le nuove potenze economiche che si affermano in altre parti del mondo”.

















