Abbiamo molto apprezzato l’intervento sul quotidiano “La Sicilia” del Vicepresidente nazionale di Confcommercio Piero Agen, che condividiamo in pieno e che ribadisce che nella legge di stabilità vanno previsti per la Sicilia non fondi fini a se stessi, ma interventi strutturali che la facciano uscire dall’isolamento in cui si trova e di cui sta’ morendo, interventi per l’intermodalità e la logistica, come lo sono stati fino al 2010 le autostrade del mare, che hanno permesso alle nostre merci di uscire fuori dai confini regionali. Ma Piero Agen forse non sa che il suo pari, l’altro Vicepresidente nazionale di Confcommercio, Paolo Uggè, è di tutt’altro parere, il quale insiste affinché la legge di stabilità preveda si 400 milioni per l’autotrasporto, ma la maggior parte dei quali destinati al rimborso sui pedaggi autostradali, senza spendere una sola parola in favore dell’intermodalità. Sarebbe opportuno che Piero Agen si prendesse da parte Uggè e gli spiegasse una volta per tutte come stanno le cose in Sicilia, regione che egli pretende di rappresentare (evidentemente a torto). Il Governo deve riconoscere che siamo ogni giorno più isolati dal resto d’Italia e d’Europa a causa delle gravissime carenze infrastrutturali del meridione e delle ore di guida imposte dal codice della strada, prevedendo nella legge di stabilità dei fondi per le autostrade del mare, ma non come gli anni passati che sono stati classificati come aiuti di Stato dalla Commissione Europea, ma come aiuti strutturali per la continuità territoriale, aiuti che tutti i Governi degli anni avvenire dovranno mantenere in vita fino a quando il meridione non sarà dotato delle infrastrutture viarie e ferroviarie degne di un Paese europeo, infrastrutture esistenti solo da Roma in su a causa delle politiche cieche susseguitesi negli ultimi decenni. La politica è colpevole e come minimo deve assumersene tutte le responsabilità e agire di conseguenza, adoperandosi per una soluzione a breve termine, le autostrade del mare, e a una soluzione a lungo termine, avviando le progettazioni infrastrutturali necessarie a modernizzare un meridione obsoleto e morente.

SALVATORE BELLA