A un mese dal naufragio a un miglio dall’Isola dei Conigli, a Lampedusa, costato la vota a oltre 350 profughi, la Procura di Agrigento, ha chiesto l’incidente probatorio al Gip per congelare le testimonianze dei profughi che erano sull’imbarcazione e che accusano il presunto comandante del peschereccio affondato. Il tunisino Khaled Bensalam, 35 anni, è detenuto con l’accusa di naufragio e omicidio colposo. Il nordafricano ha ammesso di essere già stato a Lampedusa, l’11 aprile scorso durante uno sbarco in cui avrebbe avuto proprio il ruolo di scafista, assieme ad altri tre marocchini. In quell’occasione il tunisino sostenne di essere stato costretto perché minacciato di morte da un suo datore di lavoro. I quattro furono espulsi dall’Italia. Questa volta il presunto scafista ha detto di essere solo un passeggero.












