“Lunedì 9 Settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Carrozza. Questo decreto è stato presentato come una svolta dopo che ci eravamo abituati ai tagli e all’ignoranza della Gelmini. Va detto, tuttavia, che per fare meglio della Gelmini non ci voleva molto. Il punto piuttosto è un altro: questo decreto non si discosta dal piano ventennale di tagli e controriforme che hanno portato avanti tutti i ministri che si sono succeduti al governo a partire dagli anni ‘90. Il decreto rinominato dai precari “un’elemosina a scuola e ricerca” stanzia 400 milioni spalmati su numerosi interventi e su tre anni. A questo punto bisogna fare una precisazione: dal 2008 ad oggi l’istruzione ha subito circa 10 miliardi di tagli, 400 milioni di finanziamento (suddivisi tra l’altro su moltissime voci di spesa) sono ben poca cosa rispetto alle risorse fin ora sottratte.” Questa è in estrema sintesi la posizione del coordinamento studentesco-SEMPRE IN LOTTA sul Decreto Carrozza, una delle strutture studentesche che a livello nazionale e locale ha lanciato l’ occupazione delle scuole e che qui ad Agrigento è stato il promotore delle scorse proteste. In una nota del Liceo Empedocle e del Politi si legge: “La mobilitazione continua a crescere in tutta Italia e sempre più studenti capiscono che oggi, più che mai, è importante combattere la “demolizione” della scuola pubblica facendo una critica al sistema. Nel liceo scientifico e delle scienze umane R.Politi e nel liceo classico Empedocle si sono svolte delle assemblee d’ istituto in cui gli studenti sono stati informati delle problematiche della scuola e dopo una votazione democratica che ha coinvolto tutti gli studenti abbiamo deciso di aderire a questa mobilitazione. Il decreto scuola (cdm 9-9-2013) è stato al centro della nostra discussione. Si sono evidenziati in particolare i seguenti punti: Sul welfare studentesco il ministro stanzia 136 milioni in borse di studio, peccato che servirebbero circa 350 milioni per coprire solo gli idonei non beneficiari di borse di studio per mancanza di fondi, inoltre dei 136 milioni 15 son destinati agli studenti di scuole medie e superiori. Per quest’ ultimi saranno previste borse per il pagamento di mezzi di trasporto, ma se da una parte danno delle borse dall’altra assistiamo ad aumenti generalizzati del costo di mense e trasporti per via dei tagli (solo per il trasporto pubblico circa 500 milioni di tagli all’anno che, solo per citare 2 esempi, han prodotto aumenti del costo dei biglietti del 23% in Lombardia, dal 6% al 19% in Campania). E’ scontato dire che con 15 milioni ci saranno poche migliaia gli studenti fortunati sui circa 4 milioni. In tre anni dovrebbero essere assunti circa 85milioni di personale ATA e docenti, peccato che solo la Gelmini ha tagliato ben 130milioni lavoratori. Un altro punto affrontato è l’ abbandono scolastico, esso arriva al 17,6% e per affrontarlo vengono stanziati solo 15 milioni mentre il Governo a Giugno vara il piano lavoro che incentiva gli studenti ad abbandonare la scuola (se non hai un titolo di studio superiore alla terza media il Governo darà incentivi per farti assumere). Probabilmente il Governo è confuso, si vuole disincentivare l’abbandono o agevolarlo? La ciliegina sulla torta, tuttavia arriva quando si scopre chi pagherà il tutto: una parte con ulteriori tasse in particolare sull’alcool, un’altra parte tramite tagli a spese dello stesso ministero dell’istruzione e l’ultima parte con tagli agli ammortizzatori sociali quindi agli operai in cassaintegrazione o disoccupati. Bella trovata, per fare l’elemosina alla nostra scuola toglieranno i soldi ai nostri padri.” Come studenti e come “Sempre In Lotta” le nostre rivendicazioni vanno ben oltre queste cifre simboliche per provare ad allentare le tensioni ormai esplosive nel mondo della scuola. Le misure che servono sono ben altre: ritiro di tutti i tagli e controriforme a partire dalla Riforma Zecchino-Berlinguer sull’autonomia scolastica, immediato raddoppio dei finanziamenti, assunzione del personale necessario, piano nazionale sull’edilizia scolastica, I soldi si vadano a prendere dalle scuole private, dalle agevolazioni alla Chiesa, dalle spese militari e dai profitti di padroni e banchieri.”












