C’è ancora il Trentino Alto Adige, in vetta alla classifica 2013 della Qualità della vita, l’indagine annuale del Sole 24 Ore. Prima Trento e seconda Bolzano, che aveva conquistato la prima posizione nel 2012. Una supremazia ottenuta sulla base di 36 parametri, raggruppati in sei macro-aree (tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero), fino alla compilazione di una classifica generale, che vede Bologna al terzo posto, Belluno in quarta e Siena in quinta posizione. Completano la top ten dal 6° posto in poi: Ravenna, Firenze, Macerata, Aosta, Milano.
Al capo opposto della classifica, con un 107° e ultimo posto, ci sono Napoli e la sua provincia. Preceduta da Palermo al 106° e penultimo posto, Reggio Calabria al 105° posto. E’ tutto il Sud, comunque ad occupare la parte bassa della graduatoria. Una consuetudine che si ripete: quest’anno gli ultimi 20 gradini, sono occupati da province siciliane, pugliesi, calabresi e campane.
Catania perde undici posizioni e si piazza al 101° posto; Caltanissetta guadagna cinque posizioni e raggiunge il 100° posto; anche Trapani guadagna cinque posizioni ed è al 98° posto. Agrigento invece perde una posizione e si piazza al 96° posto; Messina guadagna tre posizioni ed è al 91°; Siracusa ne perde una e si piazza all’89° posto. Anche Enna ne perde una e si piazza all’88° posto. Ragusa perde tre posizioni ed è all’84° posto.
Trento costruisce il suo primato soprattutto nell’area del business, dove supera tutte le altre 106 province italiane, ma si piazza nella top ten anche per gli aspetti demografici (quinta posizione) e per il tempo libero (dove è nona).
Per quanto riguarda il fanalino di coda della classifica, Napoli e la sua provincia segnano un ulteriore peggioramento rispetto alla penultima piazza dell’anno prima. Il territorio partenopeo registra i suoi peggiori risultati – sempre oltre la centesima piazza – sotto gli aspetti del tenore di vita, della popolazione e degli affari.
Quanto alle maggiori aree metropolitane, si segnalano le prestazioni in ascesa di Milano e Roma (rispettivamente decima e ventesima), di Bologna (terza) e Firenze (settima) mentre Torino perde posizioni e scivola al 52° posto.
Tra le vittorie di tappa, relative alle singole 6 macroaree, diverse conferme e alcune sorprese. Per quanto riguarda il tenore di vita: Milano ancora prima nella tappa riferita al benessere, seguita come l’anno scorso da Trieste. In fondo alla classifica Messina.
Per affari e lavoro: Trento e Bolzano sono le province più avanti nella tappa del business grazie alla presenza di start up innovative e all’elevata occupazione femminile. Ultima è Reggio Calabria. Per servizi ambiente salute: Trieste brilla nell’area dei servizi grazie al più alto indice di dotazione infrastrutturale e ad una buona dotazione di asili nido e nella velocità della giustizia civile. All’estremo opposto c’è Crotone.
Per popolazione: Piacenza si aggiudica nuovamente la tappa degli indicatori demografici, nella top ten con le colleghe emiliane Parma e Bologna. Ultimo finisce il Medio Campidano. Per ordine pubblico: Anche quest’anno il voto più alto nella graduatoria riferita alla sicurezza lo ottiene Oristano, grazie al minor tasso di microcriminalità in assoluto e ad una bassa incidenza di denunce di furti in casa, estorsioni e truffe. Pescara e Torino occupano le ultime 2 posizioni.
Per tempo libero: Siena domina la graduatoria del tempo libero per la presenza di volontari, librerie e cinema. Diverse le realtà a vocazione turistica nella top ten, mentre la maglia nera va a Isernia.













