“Lo sciopero non sarà revocato. Noi lo attueremo. Ieri sera ci è arrivata la comunicazione da parte delle prefetture di Catania, Ragusa, Siracusa e Messina che dice che ci è vietato tutto. Sono rispettoso delle istituzioni ma ci chiedono di fare le manifestazioni come fanno quelli della Cgil, Cisl e Uil. Purtroppo per noi è una manifestazione vera, non finta, quindi non possiamo adeguarci. Siamo disponibili a farci arrestare”. Così è intervenuto a Catania il leader dei Forconi Mariano Ferro in merito alla protesta in programma da lunedì.

A un cronista che gli ha chiesto se il movimento attuerà i presidi anche se le prefetture non concederanno deroghe a quanto disposto, Ferro ha risposto: “Potrei dirle che siamo disponibili a farci arrestare, che qualche migliaio di persone potrebbero darsi fuoco mettendo la benzina davanti alle prefetture. Stiamo riflettendo sul da farsi”.


“Questo governo – ha proseguito Ferro – ci deve dire cosa vuole fare. Ieri ci è stato chiesto un incontro con il sottosegretario Castiglione. Abbiamo detto che questa volta incontri nelle stanze chiuse non ne facciamo perché la prima cosa che pensano i siciliani è che ci siamo venduti”.

Ad un cronista che gli ha chiesto perché il movimento, anche alla luce del risultato elettorale del loro movimento alle scorse consultazioni, sceglie sempre questa forma di protesta Ferro ha risposto: “Datemi un altro sistema per svegliare questo popolo che dorme. Organizziamo una manifestazione a Roma? E chi ci viene? Facciamo ridere il Paese. Dite a questo governo che o ci dà risposte o vada a casa”.

“Ci sono troppe categorie martoriate dalla crisi – dice Francesco Tusa, leader assieme a Mariano Ferro, Giuseppe Sgarlata e Francesco Crupi -. Sapevamo che l’Aias di Giuseppe Richichi all’ultimo momento avrebbe fatto un passo indietro. Ma la nostra protesta è già programmata da mesi e andrà avanti. Noi non ci fermeremo”.

Le sigle Aias e Forza d’urto hanno infatti deciso di non aderire allo sciopero. “Coloro che intendono ribellarsi con noi sono i benvenuti – dice Ferro -, a condizione che non si azzardino a mettere cappelli di qualsiasi colore all’iniziativa. Ad essi ribadiamo ancora una volta fino alla noia che non saranno accettati simboli di partito. I nostri valori sono quelli scolpiti nella Costituzione democratica, calpestata e risorta grazie alla lotta di popolo contro la dittatura in cui ci ha riportati, in forme diverse, questa classe dirigente”, afferma il leader del movimento.

“Alla vigilia della grande mobilitazione popolare a oltranza – aggiunge Ferro – giungono copiose sempre nuove adesioni, da parte dell’Italia che soffre e che da troppo tempo chiede fatti per una svolta radicale. Per ridare speranza al nostro Paese occorre oggi con urgenza trovare le soluzioni alle tantissime vertenze irrisolte o mandare a casa un governo asservito ai potenti ed un parlamento di nominati, porre fine al far west della globalizzazione, riprenderci la sovranità popolare e monetaria”.