L’associazione degli autotrasportatori ribadisce la volontà di svolgere lo “sciopero” dei camion proclamato dal 9 al 13 dicembre 2013, per il quale coordinerà anche le iniziative con altre associazioni del settore.
In una nota, TrasportoUnito annuncia che nella protesta in tutto il territorio italiano”Rappresenta oltre alle proprie diecimila imprese associate con circa cinquanta associazioni provinciali, anche altre associazioni regionali autonome dell’autotrasporto (Aitras, Assiotrat, Assotrasport, Azione nel Trasporto, Movimento Autonomo Trasportatori e Sati) per un totale di 100.000 camion che si fermano in 350 presidi dislocati dalla Sicilia alla Valtellina.”.
Il segretario dell’associazione, Maurizio Longo, sottolinea che finora il Governo non ha convocato le realtà che hanno proclamato il fermo: “Il Governo, pur conoscendo la tensione che inevitabilmente infiammerà il Paese la prossima settimana, non avverte neanche l’esigenza di convocare i rappresentanti dell’autotrasporto, per verificare la possibilità di evitare un trauma al Paese. Se ne assumerà la responsabilità”. Longo ha anche ribadito che il fermo interessa solamente la categoria degli autotrasportatori ed è “Finalizzato unicamente ad affermare rivendicazioni che garantiscano le condizioni minime di sopravvivenza per una categoria alla quale il Governo si ostina a non dare risposte”. Egli precisa che “Se all’iniziativa del fermo nazionale si sono uniti movimenti di protesta le cui ragioni peraltro sono assolutamente condivisibili, è un problema che attiene alla politica ed alle istituzioni”.
L’Italia non è più una Repubblica democratica ne prendiamo atto.
Gentile Ministro
Angelino Alfano
Oggetto: Manifestazione di protesta degli autotrasportatori, dal 9 al 13 dicembre 2013.
Con riferimento all’oggetto Le evidenziamo che, non avendo ricevuto risposte dal Governo, la scrivente organizzazione di rappresentanza, unitamente ad altre organizzazioni, Aitras, Assotransport, Assiotrat, Azione nel Trasporto ecc…, ha proclamato la manifestazione di protesta seguendo le consolidate procedure amministrative e regolamentari (Commissione Garanzia Scioperi e autorità locali).
Non è la prima volta che si svolgono queste manifestazioni di protesta seguendo, non solo le regole in materia di sciopero, ma anche e soprattutto nei termini della ragionevolezza e del buon senso.
Oggi però, solo per la Sicilia, le prefetture hanno emesso ordinanze particolari, in ragione di un non precisato motivo, che imporrebbero il divieto di non svolgere i classici sit-in.
Tale divieto rischia non solo di produrre effetti pericolosi ma offre la prova di un inspiegabile stato di polizia e di una repressione ingiustificata e ingiustificabile.
Per evitare che tale posizione delle prefetture produca pericolosi effetti contrari chiediamo il Suo autorevole intervento affinché questo tipo di ordinanze vengano riformula nei modi corretti.
Nostro malgrado, siamo altrimenti costretti ad impugnare le ordinanze dinanzi al Tar evidenziando l’anticostituzionalità (art. 40) del provvedimento.
Trasportounito
Allego la lettera-denuncia fatta da Uggè al Ministro Alfano e alle Prefetture di tutta Italia contro la categoria degli autotrasportatori che manifesteranno.
Il preannunciato blocco dei trasporti, che potrebbe durare fino al 13 dicembre, ha messo in allerta il Viminale, sia per evitare il collasso della circolazione sia per il rischio di infiltrazioni mafiosi.
Per la paura di rimanere a secco, ci sono state code alle pompe di benzina in Sicilia, e a Torino, oggi, davanti ai centri commerciali sono scattati i picchetti per costringere i negozianti alla serrata. Il ministero dell’Interno ieri ha emanato una circolare ai prefetti esortandoli a non tollerare assembramenti e blocchi e a procedere agli sgomberi. Il Viminale sarebbe pronto anche a impiegare gli idranti, per liberare le strade e gli svincoli autostradali. E oggi è intervenuta anche l’Autorità garante degli scioperi che ha fatto sapere che qualora si dovessero verificare violazioni della legge nel fermo dell’autotrasporto, confermato da alcune sigle del settore, l’Autorità “non esiterà ad applicare le sanzioni”. “Sia chiaro, gli autotrasportatori che domani intenderanno scioperare non hanno tra le loro ragioni nessuna richiesta presentata al governo al ministero dei Trasporti che sia rimasta inevasa e che li giustifichi”, ha affermato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi.
Paolo Uggè
Intanto è curioso osservare che dall’80% di rappresentatività degli ultimi mesi, qualche settimana fa, in occasione della firma del protocollo, passava al 90%, oggi è addirittura è arrivato al 95%, quindi, cosa teme dal 5% rimasto in tutta Italia? Non se ne accorgerà nessuno, siamo solo una goccia nell’oceano. Nonostante ciò si è rivolto a tutte le questure e le prefetture d’Italia, al capo della polizia, addirittura chiede le dimissioni del Ministro Alfano. E’ un po’ confuso: da un lato dice che non rappresentiamo l’autotrasporto, dall’altra ha incitato le prefetture e le questure per obbligarci a lasciare a casa gli automezzi, riuscendoci, visto che le ordinanze sono state emesse in questo senso. Ma ancora teme il fermo, pure se siamo a piedi. Sta’ buttando fango su un’intera categoria che dice di rappresentare, facendo passare il binomio
autotrasportatori-eversivi e tutto per salvarsi la faccia e la poltrona che occupa da trent’anni e per cui ha ottenuto solo il fallimento di migliaia di imprese.
Salvatore Bella
secondo le informazioni raccolte sul web dai siti dei promotori dell’agitazione che potrebbe paralizzare l’Italia – ci saranno manifestazioni a Udine a Piazzale Osoppo, Pordenone Statale inferiore, Zoppola Orcenico, Parma Svincolo Autostrada A1, Napoli Casello Napoli, Caserta, Mazara del Vallo, Santa Ninfa, Castelvetrano, a Ragusa in Piazza Libertà, a Genova in Piazza De Ferrari, a Milano in Mazzo di Rho e in Piazza San Magno. Le manifestazioni per la giornata di lunedì 9 dicembre saranno a Orbassano all’interporto, ad Asti i presidi si terranno in Piazza Alfieri, Piazza Primo Maggio e Corso Savona, a Torino presidi e cortei da Porta Palazzo a Piazza Castello. Saranno organizzati presidi anche a Vercelli, Lodi, Piacenza, Ferrara, Imperia, Bordighera, Reggio Emilia, Viareggio, Grosseto, Pesaro, Macerata, Teramo, Roma con presidio permanente in piazza dei Partigiani, Bari, Cerignola, Andria, Cosenza, Milazzo, Palermo in via Ernesto Basile e in Piazza Indipendenza, Alcamo, Castellamare del Golfo, Agrigento e Campobello di Licata.
Disagi potrebbero esserci anche agli snodi ferroviari, portuali e autostradali di Reggio Calabria e Messina. Fuori dalla protesta è la Sardegna, dove il movimento dei pastori sardi prevede iniziative autonome. In tutto sono circa un centinaio i punti caldi attorno ai quali si dovrebbero radunare i forconi e le piccole galassie di malcontento antigoverno e antieuropa che li affiancano, come quella di parte degli allevatori contrari alle quote latte e degli imprenditori del Life.
















