Il presidente di Forza Italia oggi incontrerà a Roma una delegazione degli Autotrasportatori che aderiscono alla protesta dei Forconi.

“A fronte della protesta sottovalutata dal governo, che ha visto aderire al blocco dei tir proclamato da Trasporto unito, anche altre categorie quali negozianti e coltivatori (Forconi), mobilitazione che sta arrecando gravi disagi in alcune grandi città, nei porti e presso gli snodi autostradali, il Presidente Silvio Berlusconi chiede al governo di convocare immediatamente le associazioni di categoria. Perché la prevista convocazione del 17 dicembre da parte del Sottosegretario delegato, cioè addirittura fra una settimana, consente alla protesta di proseguire fino a quel giorno, arrecando danni alla nostra economia in un momento già tanto difficile”.


Tra i componenti della delegazione ci sarà Salvatore Bella.

“Il governo deve fare il governo. Intervenga per risolvere la situazione e tutelare chi vuole fare il suo lavoro”. Paolo Uggè, presidente di Unatras e Conftrasporti, critica la protesta dei forconi e di alcune sigle dell’autotrasporto in un’intervista ad Affaritaliani.it: “Alla base c’è un malcontento reale, ma i modi sono sbagliati. Chi protesta vuole sfasciare il sistema e non pensa all’interesse del Paese. Molti camionisti che vogliono lavorare sono stati minacciati. Lo Stato ristabilisca l’ordine pubblico”. Ma poi arriva anche un avvertimento: “Abbiamo firmato un protocollo d’intesa che potrebbe essere cancellato alla Camera. Ci sentiremmo traditi e il governo deve stare attento: se protesta anche l’autotrasporto il Paese sprofonda Paolo Uggè, come si può risolvere la protesta dei “forconi” e di parte degli autotrasportatori?La protesta è dei “forconi” insieme ad altre sigle. Stanno protestando anche alcune associazioni locali di autotrasportatori, ma si tratta davvero di una piccola parte. Sulle autostrade i camion stanno circolando regolarmente perché gli autotrasportatori non hanno proclamato alcuna protesta. Le questioni riguardanti il nostro settore sono state impostate e affrontate in un modo che ritengo compatibile agli interessi della categoria. Non ci sono, al momento, delle ragioni per mettere in atto una protesta dell’autotrasporto.La protesta secondo lei è ingiustificata?No, la protesta trova un humus nella situazione economica di tante famiglie, di tanti giovani e tante categorie che hanno oggettivamente dei problemi. Sono questi problemi che vanno affrontati e risolti. Però il modo di questa protesta è sbagliato perché mira semplicemente a sfasciare il sistema senza pensare agli interessi del Paese. E’ una protesta che vive su una situazione di malcontento reale, con gente che non arriva alla fine del mese o che ha perso il proprio posto di lavoro. C’è una base di difficoltà concreta, che se non risolvi alla prima occasione rischia di esplodere e di portare a queste forme di protesta.Ma il governo come dovrebbe affrontare la situazione?E’ una questione di ordine pubblico, lo Stato dovrebbe fare lo Stato e affrontarla come tale.Vale a dire?Il governo deve fare il governo. Guardi, se l’autotrasporto dovesse valutare di aggiungersi a queste forme di protesta noi avremmo il Paese definitivamente bloccato. Noi oggi coi nostri mezzi che si muovono assicuriamo i rifornimenti ai negozi, la distribuzione delle merci e il funzionamento del sistema produttivo. Ma se l’autotrasporto dovesse in qualche modo decidere di aderire alle proteste il Paese sarebbe allo sfascio.Esiste questo rischio?Per ora no, perché siamo delle federazioni responsabili e abbiamo spiegato alla gente quello che il governo ha messo a disposizione per il settore e gli operatori nel 90% dei casi ha condiviso questa nostra linea. Però lei capisce che non è bello farsi magari fermare in qualche zona e vedersi minacciati da qualcuno perché si sta andando a lavorare. Alla guida di questi mezzi ci sono degli uomini, non dimentichiamolo. Uomini che hanno uno stipendio basso alla fine del mese. Io credo che il governo dovrebbe molto in fretta comprendere che la situazione rischia di diventare ancora più grave e fare lo Stato.Quindi da una parte fermare le proteste violente e dall’altro dare risposte per scongiurare che a questa protesta si uniscano tutti gli autotrasportatori?Esatto. Chi vuole protestare ha il diritto di protestare ma nel rispetto delle leggi. E qui mi sembra che non tutti stiano rispettando la legge, visti gli assalti alla polizia e il carabiniere ferito a Torino. C’è anche chi sta minacciando i camionisti, a molti hanno detto: “State attenti, non lavorate perché ti conosciamo e altrimenti ti veniamo a prendere”. Lo Stato dovrebbe intervenire per tutelare i cittadini che vogliono lavorare. Viene da chiedersi se abbiamo un governo oppure Il governo dovrebbe usare anche la forza per ristabilire l’ordine, magari inviando anche l’esercito?Gli strumenti li conoscono bene, ci vuole però la volontà politica di usarli. In uno Stato di diritto le regole si rispettano. Se si oltrepassano certi limiti questi fenomeni vanno limitati o repressi, ma dovrebbe preoccuparsene il governo, non noi.C’è qualcuno che sta soffiando sulla protesta?Mi pare di sì, compreso qualche leader politico. Un conto è dare solidarietà sulle ragioni del malcontento, e io sono il primo a farlo, ma non si può essere solidali con forme di protesta che arrivano anche a violenza o ad atti intimidatori.Che cosa deve succedere perché anche gli autotrasportatori si uniscano alla protesta?Guardi, noi per ora abbiamo considerato sufficiente quello che è stato deciso nel protocollo d’intesa e abbiamo deciso di andare avanti considerando anche il momento di difficoltà economica e sotto Natale sarebbe stupido gettare acqua sul piccolo fuocherello della ripresa. Purtroppo qualcun altro, per altri motivi, hanno deciso di buttare il Paese allo sbando. Le misure sull’autotrasporto previste nel protocollo d’intesa sono state inserite nel maxi emendamento che al Senato ha ottenuto la fiducia. Ora vediamo che alla Camera ci sono dei parlamentari che hanno presentato emendamenti che vanno esattamente nella direzione opposta. E’ chiaro che se il governo non difende quelle misure inevitabilmente ci sentiremmo traditi dal governo e allora non potremmo fare altro. Attenzione, ribadisco, il governo non deve sottovalutare i fenomeni di protesta perché se si congiungono e si dovesse unire anche l’autotrasporto sarebbe davvero il caos.

Sono soltanto tre le regioni d’Italia in cui la protesta dei Forconi non è ancora arrivata: Valle d’Aosta, dove però sono previsti due presidi per venerdì, Trentino Alto Adige e Umbria. Presidi e blocchi stradali stanno coinvolgendo il resto del Paese. Ecco la mappa della protesta, regione per regione.

Sicilia – A Catania presidio in piazza Università. Mentre a Palermo è attivo il sit-in via Ernesto Basile. I Forconi hanno protestato oggi davanti a Palazzo dei Normanni e hanno chiesto l’autorizzazione per una manifestazione giovedì prossimo davanti alla sede di Riscossione Sicilia. A Giardini Naxos, nel Messinese, un uomo è stato arrestato perché mentre era in coda in un distributore di benzina, per lo sciopero dei Forconi, ha colpito con una chiave da meccanico al culmine di una lite un altro automobilista.

Piemonte. E’ Torino uno degli epicentri della protesta, che sta causando diversi disagi alla cittadinanza. Manifestazioni anche in provincia di Torino, comprese Val Susa e Pinerolese. Volantinaggi e presidi anche nelle altre sette province piemontesi, dove si segnalano minori problemi.

Lombardia. Occupato a Milano piazzale Loreto. Disagi su alcune strade per il volantinaggio. Code e rallentamenti nel bergamasco, anche in centro città a causa di alcune auto fatte andare a velocità ridotta. Rallentamenti anche allo svincolo di Mantova Nord sull’Autobrennero.

Veneto. I presidi hanno provocato disagi specie al traffico sulle autostrade. Il casello di Soave sulla A4 è stato chiuso in entrambi i sensi, forti rallentamenti vi sono stati al casello di Montecchio Maggiore, sempre in A4, e a Treviso sulla A27.

Friuli Venezia Giulia. Un migliaio di persone ha bloccato per un paio d’ore la circolazione stradale a Monfalcone (Gorizia). Gran parte dei manifestanti era costituita da operai delle ditte in subappalto di Fincantieri.

Liguria. Poche decine di manifestanti hanno bloccato la ferrovia, in due riprese, occupando i binari della stazione di Oneglia/Imperia. La linea internazionale Genova-Ventimiglia è stata interrotta. A Savona i binari sono stati occupati e subito sgomberati dall’intervento delle forze dell’ordine. A Genova sono previsti filtri per l’accesso alle stazioni.

Emilia Romagna. Volantinaggio e rallentamenti al casello autostradale Modena nord e a Parma in uscita dall’A1, presidio di una quindicina di forconi in Piazza Maggiore a Bologna.

Toscana. Una decina in tutto le persone che hanno distribuito volantini alla Fortezza da Basso di Firenze, senza intralci al traffico. Pochi disagi anche a Viareggio, dove ieri il traffico in entrata era bloccato a intermittenza. MARCHE – Secondo giorno di presidio davanti al Teatro delle Muse ad Ancona di un gruppetto di aderenti al movimento dei Forconi, che espongono cartelli e striscioni contro ‘Stato’ e ‘tasse’.

Lazio. A Roma blindati Montecitorio, palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale, in vista delle proteste di domani nella Capitale. Prosegue a piazzale Ostiense un presidio dei manifestanti che stanno decidendo anche “azioni eclatanti” non violente. Continua la protesta a Frosinone, con una ventina di autotrasportatori fermi al casello dell’A1. Non si segnalano comunque problemi alla circolazione.

Abruzzo. Prosegue a Pescara la protesta ‘rumorosa’: i manifestanti con l’uso di trombe e fischietti, imitati da alcuni automobilisti con il suono di clacson, attraversano lentamente Corso Vittorio Emanuele, creando problemi limitati al traffico.

Molise. In aumento i manifestanti a Termoli: agricoltori, disoccupati, studenti ed autotrasportatori. Altri tir si sono fermati lungo la strada statale 87, vicino al casello dell’A-14 di Termoli, rimanendo per alcune ore.

Campania. Volantinaggio a Napoli, in piazza Carlo III: forze dell’ordine hanno evitato il blocco stradale, i manifestanti hanno invitato gli agenti a solidarizzare con loro. Chiuso lo svincolo di Battipaglia (Salerno) dell’ A3 per una manifestazione di studenti, disoccupati e autotrasportatori.

Basilicata. Due presidi attivi: uno all’incrocio fra la statale Basentana e la Jonica, a Bernalda (Matera); l’altro davanti al comune di Montalbano Jonico (Matera).

Puglia. Bloccate per alcune ore a Barletta la zona industriale e la litoranea di Levante. I commercianti sono stati costretti a chiudere i negozi, cosi’ come ad Andria, dove si sarebbero mescolati ultrà della locale squadra di calcio: indagano le forze dell’ordine. Bloccata per un’ora e mezza la stazione ferroviaria di Cerignola (Foggia).

Calabria. Presidio davanti al casello autostradale dell’A3 di Cosenza per distribuire volantini.

Sardegna. E’ stato arrestato. Niente blocchi né presidi ma una protesta pacifica davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate a Cagliari. Gli anti-Equitalia si sono messi in fila per chiedere atti e documenti agli sportelli.