“Convegno di Cultura Mariavo Cristina di Savoia” , sensibile alle attività che rientrano in contesti storico-culturale-artistico, ha visitato Mazzarino, città “d’arte” , di antica origine medioevale. L’appuntamento era in Piazza Gesualdo, per procedere, poi, con una passeggiata lungo il Corso Vittorio Emanuele con sosta all’ex Convento dei Carmelitani, attuale sede del Municipio cittadino e all’ex Collegio dei Gesuiti, edificio di fine XVII sec., puro esempio di Barocco del Val di Noto. Degna di nota si è rivelata la visita al Museo archeologico e di arte sacra e al Palazzo Branciforti, alla quale famiglia, Branciforti, appunto, la città lega la propria storia dal XIV sec. sino alla fine dell’età feudale (primo quindicennio del 1800). Ha proseguito, quindi, con la visita alla Chiesa Madre di Maria SS. della Neve, di fine XVII sec. e alla Chiesa di San Domenico, scrigno architettonico, conserva nel suo interno due opere di alto valore: la pala di Filippo Paladini della Madonna del Rosario e il “Cristo deposto”, fine artigianato spagnolo, rivestito in pelle; entrambi risalgono all’inizio del 1600. Altra tappa la Basilica di Maria SS. del Mazzaro (patrona di Mazzarino) meta di continui pellegrinaggi, perché, oltre alla antica icona della Madonna del Mazzaro (XII sec.), vi si conservano importanti reliquie di S. Pio di Pietralcina, di Santa Maria Teresa di Calcutta e del beato Giovanni Paolo II, di cui si conserva, come segno di benedizione, anche l’impronta della mano destra sul portone bronzeo (1982). L’ attuale chiesa fu voluta fortemente dal Servo di Dio Ludovico Napoli e, do poco, è stata innalzata al grado di Basilica. Ultima tappa il Convento dei Cappuccini e la Chiesa di San Francesco di Assisi (1574). Degno di nota soprattutto l’altare maggiore con il tabernacolo intarsiato con varie essenze legnose, tartaruga, avorio, madreperla; opera di Fra Angelo Maria Gagliano da Mazzarino (XVIII sec.) L’altare è corredato, inoltre, anche da importanti tele. La chiesa conserva le spoglie mortali di Padre Ludovico Napoli, Servo di Dio, morto in odore di santità il 23 aprile del 1764, a cui si deve la ricostruzione della chiesa della Santa Patrona. La visita di cui sopra è la prima di una serie di tante altre che il Convegno “Maria Cristina di Savoia” nel nuovo quinquennio, presieduto da Teresa Brancato, vorrà attuare presso località, della Sicilia e non, dove si può ammirare patrimonio artistico e culturale di prim’ordine. Il tour, con soddisfazione generale dei componenti il gruppo “M. Cristina”, è stato considerato interessante e coinvolgente, per cui hanno potuto apprezzare il rapporto dinamico tra artisti del passato e i luoghi dove essi hanno lasciato la loro traccia.
Giovanni Blanda












