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Sicilia, ricerca dell’università della Sapienza: nei capoluoghi si vive peggio

Scritto da il 31 dicembre 2013, alle 06:31 | archiviato in Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Dove si viveva male, ora si vive peggio. Il Centro Nord, contro ogni previsione, migliora la qualità della vita, il Sud la peggiore. Dopo la classifica del Sole 24 Ore arriva quella compilata dall’Università della Sapienza e dal quotidiano Italia-Oggi. È una analisi accurata sulle province italiane. Ben 59 quelle che hanno fatto passi avanti. Ma in questo gruppone di testa non c’è una sola provincia meridionale.

Le province siciliane stanno in coda, dove trovano la concorrenza della Calabria. Sono state analizzate nove macro-categorie (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, salute, tempo libero e tenore di vita), 21 sottodimensioni e 94 indicatori di base. I risultati sono in controtendenza per il Centro Nord: nonostante la crisi si sono registrati miglioramenti. Nel 2012 erano 42 su 103, le province italiane con una qualità della vita ritenuta buona o accettabile, nel 2013 il numero è aumentato, passando a 59 su 110. Un record nell’ultimo quinquennio.

Il Trentino Alto-Adige si conferma la regione italiana in cui si sta meglio. Il Sud e le Isole invece confermano la loro parabola negativa: sono 40 (il 36,3% del totale) le province in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente: fanalino di coda le solite, Palermo, Foggia, Cosenza, Medio Campidano, Catania, Napoli, Trapani, Carbonia-Iglesias, Vibo Valentia, Enna e Crotone sono le ultime 10 province della classifica.

Quanto al tenore di vita (ritenuto insufficiente) nella parte bassa della classifica troviamo la provincia di Venezia (88esimo posto) che affianca le province del Sud e delle Isole (ultima Avellino, preceduta da Salerno, Reggio Calabria, Messina, Caserta, Cosenza, Trapani, Vibo Valentia, Catania e Enna).
Complessivamente, in base alla somma dei parametri, Crotone è la città in cui si vive peggio. Enna (109mo posto) ha perso dieci postazioni, come Vibo Valentia. 
Il 28,2 per cento della popolazione (quasi tre italiani su dieci) vive nelle province, tutte del Mezzogiorno, hanno un livello di vita insufficiente.

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