“La sanità siciliana è profondamente malata, c’è bisogno di discontinuità. Questo dovrebbe fare comprendere a tutti che c’è la necessità di rinnovamento in un sistema in cui ruotano miliardi di euro, a cominciare dalla nomina dei nuovi manager: serve una grande azione di severità, è una riflessione che lancio col cuore, prima che con la testa, alla coalizione e a tutte le forze politiche”. Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, commenta così l’inchiesta sull’appalto dei pannoloni che ha portato all’arresto dell’ex direttore generale e commissario dell’azienda sanitaria provinciale di Palermo, Salvatore Cirignotta.
Crocetta ricorda che oltre alla gare dei pannoloni, bloccata dalla giunta che ha presentato l’esposto da cui è scattata l’inchiesta della Procura di Palermo, il suo governo ha denunciato anche l’appalto per l’assicurazione sanitaria e lo sperpero di denaro per l’acquisto di alcuni farmaci, con volumi ben superiori alla media nazionale, come quelli per l’osteoporosi. Rispetto alle gestioni del passato nella sanità, Crocetta aggiunge: “Non voglio dire che tutti coloro che hanno gestito in passato hanno colpe, ne che i nuovi saranno tutti santi: ma occorre discontinuità, non faremo sconti a nessuno”.
Il governatore si dice “contento per la rapidità con cui la magistratura ha concluso le indagini, in questa vicenda ci sono eventi che mi hanno sorpreso per la inaudita gravità al di là della turbativa. Le eventuali responsabilità di Cirignottà le accerterà la magistratura, io e Lucia Borsellino abbiamo deciso di annullare quella gara in autotutela e lo abbiamo fatto grazie alla collaborazione di alcuni dirigenti della Regione”.
Il caso della gara per la fornitura di pannoloni era costato un anno fa a Salvatore Cirignotta, arrestato con l’accusa di turbata libertà degli incanti, il posto di manager dell’Asp di Palermo. La sua rimozione era stata decisa dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo la scoperta di irregolarità nella gara per la fornitura di pannoloni che avrebbe comportato una spesa di circa 50 milioni in cinque anni. “Abbiamo scoperto – aveva detto Crocetta – una situazione gravissima. La turbativa era ancora in corso. Non potevamo perdere tempo e abbiamo perciò deciso di denunciare tutto”.
La vicenda era stata ricostruita dall’assessore alla Salute Lucia Borsellino dopo avere appreso che un funzionario dell’Asp di Palermo era stato aggredito, minacciato con un coltello e derubato della valigetta con i documenti che provavano la turbativa. Il funzionario non aveva denunciato l’aggressione di cui l’assessore Borsellino era venuta a conoscenza, spiegò, “attraverso i canali dell’amministrazione”.
Il tentativo di truccare le carte sarebbe stato commesso quando la gara era ormai giunta alla fase esecutiva. La scadenza del bando era stata, tra l’altro, spostata di una ventina di giorni con un’operazioni che aveva suscitato molti dubbi.
La gara era stata subito sospesa mentre la Procura, sulla base della denuncia di Crocetta e Borsellino, aveva sequestrato tutti gli atti. Una perquisizione era stata ordinata in casa dello stesso Cirignotta subito rimosso dall’incarico di manager e sostituito dal commissario Adalberto Battaglia, ex magistrato come Cirignotta.

















