Credo che in questo momento molti italiani si stanno chiedendo quali siano state le cause che hanno indotto il Premier Letta a rassegnare le dimissioni dal suo incarico specie in una fase nella quale si cominciavano, a suo dire, ad intravedere segnali, anche se deboli, della ripresa da tempo auspicata da tutti a gran voce ed in particolare da coloro che da anni son costretti a tirare la cinghia ed a fare sacrifici enormi per poter sbarcare il lunario essendo,come noto, tartassati dal più alto prelievo fiscale d’Europa.

A mio modesto avviso,cercando di darne una spiegazione logica,credo che la politica”dei piccoli passi”portata avanti dall’ex Premier alla fine,sotto la pressione di una situazione che si faceva di giorno in giorno sempre più drammatica,non si è dimostrata vincente sia pure in presenza dei timidi segnali di crescita che però si prevedeva lenta ed a lungo termine; il che ha finito con lo scontentare anche il mondo dell’imprenditoria oltre alla generalità di tutti coloro che speravano,dopo la caduta di Monti,in una ripresa più rapida in grado di porre fine in tempi più accettabili ai loro annosi e gravosi problemi;credo che sia mancato a Letta il coraggio di agire drasticamente ed energeticamente indispensabile per infondere in ciascun italiano la certezza di un reale avvio della ripresa economica.


Certamente un peso notevole hanno avuto,altresi, i fatti e gli avvenimenti nuovi che si sono realizzati di recente;basti pensare alla nomina del “rottamatore” Renzi divenuto il segretario del Pd nonché alla condanna definitiva ed alla conseguente decadenza di Berlusconi dalla carica di Senatore. Tali fatti,se da un canto hanno avuto tanta influenza nella decisione di Letta, dall’altro hanno accelerato la scesa in campo del Sindaco di Firenze il quale giorni prima aveva chiaramente esplicitato l’ intendimento di non ambire alla poltrona della Presidenza del Consiglio.

Le imprevedibili dimissioni di Letta hanno,altresì,spiazzato lo stesso Napolitano il quale, nell’intento di dare al paese un Esecutivo con l’urgenza necessaria,hanno fa sì che lo stesso Renzi,subito dopo esser stato sentito dal Presidente della Repubblica,abbia immediatamente cambiato idea dichiarando la sua disponibilità a candidarsi alla guida di un nuovo Governo.

Senonchè, dato che il nuovo Esecutivo,come sembrerebbe dai contatti in atto in corso tra i vari leaders dei partiti,pare destinato ad avere il solo appoggio di quelle forze che hanno sinora sostenuto il Premier uscente,credo sia legittimo pensare che la strada che attende Renzi sia alquanto ripida e tutta in salita e che,in caso di fallimento,potrebbe subire una pesante bruciatura politica. Tuttavia,pur in presenza di una situazione alquanto difficile,e questa è la mia opinione personale,ritengo che il Governo presieduto da Renzi rappresenti per il nostro Paese l’ultima spiaggia considerato,peraltro,che al momento non è percorribile la via del ritorno alle urne stante il recente pronunciamento della Consulta sul vecchio sistema elettorale ritenuto illegittimo e che deve necessariamente esser modificato prima delle nuove elezioni.

Consapevole di ciò, penso che il nuovo Premier premerà l’acceleratore sulle riforme da quella elettorale alle altre istituzionali affinchè vengano realizzate con la massima celerità dato che purtroppo si è già perso sinora molto tempo prezioso per il bene di tutti ed in questa tempestività e celerità appunto si potrà veramente stabilire lo spessore politico di Renzi atteso che su questi punti ha fondato sinora il suo programma sia nella corsa alla segreteria del suo partito che nella corsa alla presidenza del Consiglio.

In questo contesto,ovviamente, non potrà non porre il suo massimo impegno nella adozione di drastiche ed urgenti misure in materia di riforme del lavoro,di abbassamento delle tasse,della P.A.,della legge elettorale,della modifica del Titolo V della Costituzione e di quant’altro sia ritenuto utile perché possa decollare finalmente e concretamente la fase della crescita senza della quale tutto sarebbe inutile e privo di sostanza.

A questo punto è d’obbligo augurare a Renzi,che ha accettato la sfida,un buon e proficuo lavoro fondato su provvedimenti celeri e concreti e sperare che allo stesso non venga meno il necessario appoggio di tutte le forze rappresentate in Parlamento per il reale bene del Paese perché,in caso contrario,l’Italia sprofonderà ancora più nella “palude”come la definisce lui stesso con conseguenze nefaste per tutti gli italiani e per la stessa democrazia che in atto mi sembra alquanto vacillante.

S.Curcio