La loro preferenza è dargli fuoco vivi, ma anche ucciderli a bastonate o quando non basta impiccarli vivi. Questa è stata la fine riservata lo scorso anno a circa 700 cani uccisi dopo atroci torture da ragazzini minorenni in Italia. A denunciarlo è l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa).
“Di questi casi, di cui non sempre hanno parlato i giornali e le televisioni, oltre 400 – secondo l’Aidaa – non potranno essere perseguiti penalmente in quanto a compierli sono ragazzini in età compresa tra i 10 ed i 12 anni e quindi non perseguibili penalmente”.
“Molti di loro hanno filmato torture e massacri e li hanno postati in rete. Dei settecento omicidi dei cani, secondo una stima raccolta consultando gli articoli di giornale e i servizi radio televisivi in cui si parla di questi orrori, ben 330 sono stati commessi in orario in cui i giovani dovevano essere a scuola. Per quanto attiene le Regioni in cui questa mattanza è diffusa al primo posto c’è la Sicilia, con Palermo e Catania, seguono la Puglia, la Campania , la Sardegna, e al centro nord dove i casi sono comunque pochissimi ai primi posti si piazzano Lazio, Abruzzo e Veneto”, conclude l’associazione animalista.












