La sfida della birra – Neknomination Neknomination, o neknominate, è la nuova moda che sempre più si impone tra i popoli dei social network. Facebook, Twitter, Youtube, non importa dove, il cliché di base è sempre lo stesso: un ragazzo, che è stato precedentemente sfidato, si filma mentre beve (generalmente d’un fiato) mezzo litro di birra e, una volta finito, sfida altri tre amici a fare la stessa cosa, altrimenti i nominati dovranno offrire da bere al nominante. Regole molto semplici con un algoritmo di gioco praticamente infinito. Essendo internet una pubblica piazza mondiale, questo tipo di gioco che è partito dall’Australia, sempre più velocemente si sta muovendo in tutto il mondo, anche grazie a cittadini presenti all’estero che sfidano propri connazionali installando così il germe del gioco. Ovviamente quella descritta è solo la “basic version”, perché girando un po’ per le vie di internet, si possono trovare versioni della Neknomination, a volte curiose e divertenti, a volte davvero pericolose. Perché, purtroppo, nell’era della continua ricerca del protagonismo, ci sono persone che sono davvero disposte a farsi male pur di avere un attimo di celebrità, passando così dal bere mezzo litro di birra eseguendo acrobazie assai pericolose, sino all’uso di super alcolici che annienterebbero un rinoceronte. Chi ne paga le conseguenze? Come sempre i giovani, molti dei quai hanno perso la cognizione di ciò che è bene e ciò che è male. Non si contano neanche più i casi di “coma etilico”, o addirittura di morte a causa di un gioco che dovrebbe fare solo sorridere, ma che puntualmente viene deviato in qualcosa di pericoloso. In tutto ciò, alcuni ragazzi della nostra provincia e più precisamente di Campobello di Licata, hanno voluto dire la loro su questa nuova moda. I ragazzi di Crianza.it, riesumando lo stile dei film muti degli anni venti, hanno voluto ironizzare sulla neknomination, e tra una risata e l’altra, riescono a lanciare un messaggio che ormai persino le maggiori case produttrici di alcolici promuovono: Bevi responsabimente, per il bene tuo e degli altri. Di seguito, il  video: