Riceviamo e pubblichiamo:
Inventiamoci un carnevale più ……….serio. Aboliamo i carri, anacronistica, costosa e paesana espressione di evidente inutilità, anche a ragione delle più famose ed interessanti sfilate di carri di Acireale e di Sciacca.
Facciamo un carnevale con i “piedi per terra”. Con cinquantamila euro (che mi dicono essere il budget destinato dalla nostra amministrazione comunale per il carnevale di quest’anno) si possono mobilitare migliaia di persone in maschera e gruppi danzanti. Si possono pagare animatori e bande musicali. Smettiamola con questa sciocca esibizione a “chi ce l’ha più grande”. Ovviamente parlo dei carri allegorici. Quelli facciamoli fare a Viareggio e, per la Sicilia, ad Acireale e a Sciacca.
Noi dovremmo fare un carnevale con tante maschere in giro per la città, coinvolgendo la numerosa popolazione studentesca. Se provassimo ad istituire ricchi premi (per importi pari a quelli destinati a due o tre carri) da destinare alle maschere più belle, sono certo che ci ritroveremmo diecimila belle maschere in giro e trentamila turisti ad ammirarle. Potremmo fare il più bel “carnevale a piedi della Sicilia” che, opportunamente pubblicizzato, dovrebbe coinvolgere i commercianti i quali, nei giorni di Carnevale, potrebbero attivare promozioni particolari. Potremmo inserire visite guidate alle eccellenze della nostra città come le cantine sociali, i palazzi storici, le Chiese.
Potremmo integrare le sfilate in maschera invitando pittori a dipingere il patrimonio artistico monumentale del nostro centro storico mentre il Comune allestirebbe, nei giorni successivi, una mostra-mercato per la vendita delle opere che gli artisti hanno realizzato. Potremmo organizzare un eccezionale mercato del contadino. Ovviamente cosa ben diversa dal mercatino settimanale.
Ecco, così trasformeremmo una festa paesana in una bellissima opportunità turistico-economica per Canicattì, anche grazie alla notorietà della nostra città per le proprie attività commerciali e per la propria agricoltura. Sono certo che Canicattì sarebbe invasa da turisti che accorerebbero da ogni parte della Sicilia allettati dall’opportunità di vivere una intensa giornata di folklore, di shopping e di cultura, in allegria.
I commercianti dovrebbero essere il vero motore organizzativo del carnevale canicattinese partecipando attivamente, ed anche con piccoli contributi finanziari, al buon esito dell’iniziativa. L’Amministrazione comunale dovrebbe fare non uno, ma due o tre passi indietro ed affidare ai commercianti la fase organizzativa e gestionale della festa.
E’ solo un’idea, la mia. Può essere condivisa, cambiata radicalmente, integrata o fatta a pezzi e cestinata. Ma, un carnevale diverso inventiamocelo. Facciamo in modo che il “nostro” carnevale non sia una festa paesana fine a se stessa, ma sia un’opportunità per far arrivare gente da ogni parte della Sicilia e far ad essa conoscere le nostre cose positive. La fantasia creativa per farlo non manca ai canicattinesi.












