Nuovi controlli in locali e ristoranti di Catania sono stati eseguiti su disposizione del questore, Salvatore Longo, dalla task force costituita per accertare il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie, la corretta conservazione degli alimenti, l’osservanza delle norme contrattuali in materia di assunzione dei lavoratori, il rispetto della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Al termine degli accertamenti nessun rilievo è stato contestato dal punto di vista igienico-sanitario. Il titolare di un ristorante in via Luigi Capuana è stato denunciato per frode in commercio, avendo utilizzato, per la preparazione dei piatti, prodotti surgelati che invece nel menù erano indicati come freschi.
In un altro ristorante in via Plebiscito è stata contestata la mancanza di tracciabilità di alcuni formaggi, nonché la presenza di circa 10 chili di carne tritata che, non essendo idoneamente conservata, è stata sottoposta a sequestro. Riscontrate anche alcune modifiche strutturali dei locali non autorizzate che ne hanno comportato l’interdizione, nonché l’occupazione abusiva del suolo pubblico. Inoltre è stata accertata la presenza di un lavoratore in nero. Pertanto al titolare sono state elevate sanzioni per circa 6 mila euro.
Anche il titolare di un altro ristorante in viale Africa è stato denunciato per frode in commercio, avendo somministrato alimenti surgelati che nel menù erano riportati come freschi. Inoltre sulla pubblica via era stato posizionato un braciere non autorizzato. Ed è stata accertata la presenza di tende parasole, tavoli e sedie che occupavano il suolo pubblico senza che fossero state rilasciate le prescritte autorizzazioni. Pertanto sono state elevate sanzioni amministrative per circa 4 mila euro.
E ancora il titolare di un altro ristorante in viale Africa è stato denunciato per frode avendo somministrato alimenti surgelati che nel menù erano invece riportati come freschi. In questo controllo, così come gli ultimi, non è stata evidenziata la presenza di lavoratori in nero e moltissime sono le circostanze in cui i dipendenti sono risultati appena assunti.
Ecco nel dettaglio i dati dell’operazione della questura.
· Ristorante “Cortile Capuana” sito in via L. Capuana: il titolare è stato indagato in stato di libertà per il reato di frode in commercio, avendo utilizzato, per la preparazione dei piatti, prodotti surgelati che invece nel menù erano indicati come freschi.
· Ristorante “La Polpetteria” sito in via S. Filomena: nel corso del controllo non veniva riscontrata alcuna irregolarità.
· Ristorante “Dal Tenerissimo” sito in via Plebiscito: veniva contestata la mancanza di tracciabilità di alcuni formaggi, nonché la presenza di circa 10 kg di carne tritata che, non essendo idoneamente conservata, veniva sottoposta a sequestro. Si riscontravano poi talune modifiche strutturali dei locali non autorizzate che ne comportavano l’interdizione, nonché l’occupazione abusiva del suolo pubblico. In ultimo, si accertava la presenza di un lavoratore in nero. Per quanto sopra venivano irrogate sanzioni per circa 6.000 euro.
· Ristorante “Na’ za’ Rosa” sito in viale Africa: il titolare veniva indagato in stato di libertà per frode in commercio, avendo somministrato alimenti surgelati che nel menù erano riportati come freschi. Si accertavano altresì modifiche non autorizzate alle attrezzature e agli impianti del locale, nonché la presenza, all’interno di un furgone, di prodotti surgelati tenuti ad una temperatura inferiore a quella prescritta per legge. Inoltre, sulla pubblica via, era stato posizionato un braciere non autorizzato. Si accertava infine la presenza di tende parasole, tavoli e sedie che occupavano il suolo pubblico senza che fossero state rilasciate le prescritte autorizzazioni. Per quanto sopra venivano irrogate sanzioni amministrative per la somma di circa 4.000 euro.
· Ristorante thailandese “Thai Princess” sito in viale Africa: il titolare veniva indagato in stato di libertà per il reato di frode in commercio avendo somministrato alimenti surgelati che nel menù erano invece riportati come freschi. In questo controllo, così come gli ultimi, non è stata evidenziata la presenza di lavoratori “in nero” e moltissime sono le circostanze in cui i dipendenti sono risultati appena assunti.












