ospedaleCirca 400 persone sono scese in piazza ieri per dire «no» al depotenziamento dell’ospedale Barone Lombardo. L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato civico Pro Ospedale di cui è presidente Salvatore Castellano. Alla manifestazione hanno aderito alcuni ex consiglieri comunali, rappresentanti del Nuovo Centro Destra con Giancarlo Granata ed Ivan Paci, alcuni sacerdoti con la presenza di don Giuseppe Argento vicario foraneo della città e dell’ex arciprete del paese Vincenzo Restivo. Presenti rappresentanti del Movimento Cinque Stelle. Poca la gente comune.

 


«Questa manifestazione – ha detto Salvatore Castellana – è stata organizzata per dire no alla chiusura del nostro ospedale. Il nostro obiettivo è quello che nella rete regionale sanitaria venga potenziato con l’apertura di nuovi reparti come ad esempio la rianimazione. Siamo rammaricati per l’assenza dell’Amministrazione e del Consiglio comunale. I nostri politici dovevano invece essere in prima fila a protestare con noi contro chi vuole la chiusura del Barone Lombardo. Dopo questa battaglia inizieremo una raccolta di firme perché vadano a casa non ci rappresentano più se non condividono iniziative come questa».

 

«Tutti noi – ha detto Giancarlo Granata (Ncd) – dobbiamo lavorare per il rafforzamento del nostro ospedale e non permettere che avvenga un depotenziamento della struttura e per questo abbiamo aderito alla manifestazione di oggi». Stesso pensiero per Ivan Paci anche lui del partito di Alfano e per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Grillo. Sin qui le voci della protesta.

 

«Il nostro ospedale – dichiara il sindaco Vincenzo Corbo – non subirà alcun depotenziamento dei servizi anzi così come assicurato dal commissario dell’Asp Giuseppe Termine, verranno attivati a breve nuovi servizi e aperti altri reparti. E’ il caso dell’oncologia che da day hospital passerà a reparto con posti letto. Della Pediatria e della Ginecologia dove saranno potenziati i posti per i pazienti ed ancora il potenziamento della cardiologia e l’apertura di una sala gessi e dell’oculistica. Sarà anche potenziato il punto nascite. Purtroppo non sarà possibile aprire la rianimazione perché in provincia ne sono operative due una ad Agrigento e l’altra a Sciacca Infine – conclude Corbo – se nella riorganizzazione della nuova rete ospedaliera in Sicilia il Barone Lombardo dovesse subire un depotenziamento ci opporremo con tutte le nostre forze non firmando l’accordo e rivolgendoci al Tar».

 

Di passerella politica in vista delle elezioni- infine – ha parlato Salvo Di Puma di Cittadinanzattiva.