5585-PAOLO_VIVACQUA“Mai stato l’amante di Germania Biondo e non ho nulla a che vedere con il delitto di Paolo Vivacqua”. E’ quanto ha dichiarato ieri Diego Barba, investigatore privato e commerciante di materiale elettrico, al Gip del Tribunale di Monza Alfredo De Lillo e al Pm Donata Costa titolare dell’inchiesta riguardante il delitto del “rotamat” di Ravanusa che in Brianza aveva fatto fortuna grazie ad una serie di operazioni illecite. Barba, la settimana scorsa è finito in carcere insieme alla presunta amante, Germania Biondo, prima moglie di Paolo Vivacqua, Salvino La Rocca, Antonino Giarrana e Antonino Radaelli, questi ultimi già detenuti perché condannati per l’omicidio di Franca Lojacono, consuocera di Vivacqua. A parte l’investigatore privato, gli altri arrestati hanno preferito non rispondere alle domande del Gip. La compliessa vicenda ha vissuto l’ultima importante puntata con l’arresto dei cinque indagati per l’assassinio di Paolo Vivacqua, ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio. Agrigentoflash.it Germania Biondo e Diego Barba per i carabinieri sarebbero i mandanti, Salvino La Rocca, ritenuto appartenente alla “Stidda”, sarebbe l’intermediario tra i mandanti e gli esecutori materiali (ritenuti tali) Giarrana e Radaelli reclutati proprio dal La Rocca in cambio di 60 mila euro.