tiziana marrone“Protagonisti nella ripresa di un dialogo sereno e pacifico, ma determinato con lo Stato che ha alzato il muro di gomma”. Con queste parole Enzo Milisenna, piccolo imprenditore e Presidente di Vespri Fiscali, ha chiuso la gremita riunione tra artigiani, imprenditori, agricoltori e commercianti, tenutasi il 3 Aprile presso l’Agripub.

L’Associazione, che nel giro di poche settimane ha registrato il boom di iscritti, è nata a tutela della Piccola e Media Impresa. Il 13 Aprile alle 17:00 presso la Biblioteca Comunale di Ravanusa presentazione di mission e obiettivi, invito esteso a tutte le categorie produttive del circondario e ai Sindaci “che dovrebbero farsi portavoce della grave situazione di crisi e abbandono in cui versano i Comparti”. Ospite d’eccezione Tiziana Marrone, vedova dell’artigiano Giuseppe Campaniello, che si è dato fuoco il 28 Marzo 2013 davanti all’Agenzia delle Entrate di Bologna, dopo aver chiesto, invano, allo Stato con tre ricorsi di valutare la sua posizione fiscale.


La donna racconterà la sua testimonianza di vittima della miopia delle Istituzioni: già il marito, morto per le gravi ustioni riportate, aveva lasciato accanto alla sua auto una lettera in cui spiegava di aver «sempre pagato le tasse» e chiedeva di «lasciar in pace» almeno la moglie, a cui aveva rivolto un commovente addio. L’atroce beffa per Tiziana dopo il dolore: una cartella di Equitalia da oltre 60 mila euro di debiti. Un cumulo Irpef, Iva, addizionali regionali e imposte sulle attività produttive risalenti al triennio 2005-07. Un’eredità dovuta alla comunione dei beni con l’uomo che amava.

“Quando ho aperto la busta non ho creduto ai miei occhi, soprattutto ripensando alla promessa che mi aveva fatto il direttore dell’Agenzia Attilio Befera quel tragico mattino del 28 Marzo”. Giuseppe agonizzava ancora sul letto dell’ospedale: «Siamo estrememente dispiaciuti — aveva detto a caldo Befera — seguiremo attentamente questa situazione per non creare ulteriori problemi». Ma il 25 ottobre Equitalia le ha inviato la cartella: «Sono senza pietà, io non c’entro niente col lavoro di mio marito». Il 3 Aprile c.m. Tiziana è stata protagonista a Milano di un’altra marcia delle vedove della crisi e degli imprenditori rovinati dalle tasse e dalle politiche europee «Io non ho i soldi per pagare quella cifra, al momento non ho neanche un lavoro. Attualmente vivo con la pensione di reversibilità di mio marito, neanche 500 euro al mese». In Piazza Duomo anche Virus, la trasmissione di Rai 2, che ha raccontato la storia di Tiziana e quella di molti imprenditori sul lastrico “ma che non vogliono uccidersi, pronti a reagire per far sentire la loro voce”. Questo è il messaggio che anche Vespri Fiscali porterà nella Biblioteca di Ravanusa e la scelta dell’ospite non è casuale: “La voglia di andare avanti, nonostante tutto – dice il Direttivo di Vespri Fiscali – non delegando più il cambiamento ad altri, ma alle nostre coscienze sociali e civili”. E anche da Ravanusa parte una chiara azione: “Intendiamo farci ascoltare con la determinazione delle convinzioni e nella legalità”. Agli associati Milisenna dice: “Grazie per il vostro coraggio, con esso costruiremo ponti di dialogo con chi ci ha dimenticati”.

M. Serena Milisenna Il punto della situazione. In Italia chiudono due imprese ogni ora. 54 imprese al giorno. Questi i dati sconfortanti riguardanti la Piccola e Media economia. Il Sole 24 Ore cita Cribis D&S, società specializzata in business information: “Nel 2013 su tutto il territorio nazionale si sono registrati 14.269 fallimenti, in crescita del 14% rispetto al 2012 e del 54% rispetto al 2009. Di fatto in cinque anni sono sparite dalla mappa nazionale 59.570 imprese, in un trend di costante aumento dal’inizio della crisi a oggi, con il suo picco nell’ultimo trimestre 2013: un nuovo record di 4.257 fallimenti (+14% rispetto al quarto trimestre 2012, +39% rispetto allo stesso periodo del 2009), il dato più alto degli ultimi venti trimestri”. (Source) A livello territoriale la Lombardia è la regione d’Italia in cui si registra il maggior numero di fallimenti nel 2013: 3.228 casi, pari al 22,6% del totale nazionale per un totale di 13.199 aziende chiuse dal 2009 a oggi.

La seconda regione più colpita è il Lazio, con 1.533 imprese chiuse nel 2013, terzo il Veneto con 1.269 fallimenti, seguito da Campania (1.134 casi), Emilia-Romagna (1.102), Toscana (1.031) e Piemonte (976). Tra i settori, invece, a portare i libri aziendali in tribunale sono stati innanzitutto edilizia e commercio. Sono 2.800 le imprese fallite nel 2013 nel settore costruzioni, pari a un quinto del totale attive, mentre sono 1.900 le aziende chiuse nei dodici mesi nelle vendite all’ingrosso e quasi altrettante in quelle al dettaglio. Nel manifatturiero l’analisi Cribis conferma come la crisi abbia falcidiato soprattutto la metallurgia (621 fallimenti), meccanica-elettronica (304), mobile (261), alimentare (234) e tessile-abbigliamento (230). Un’Italia spezzata quella costituita dalla catena di invisibili che vogliono ritornare a lavorare nella serenità, senza il terrore di dover fare i conti con leggi italiane ed europee farraginose e che cambiano continuamente, senza dover avere paura di uno Stato che aumenta continuamente la pressione fiscale, secondo una valutazione schizofrenica e fuori dalla logica territoriale. Una mucca da mungere senza sosta questa la visione che ha lo Stato della PMI.

Ma molti sono ancora gli invisibili che con coraggio e determinazione cercano di portare avanti il loro lavoro, proteggendo dipendenti e famiglie, nonostante le politiche dello Stato siano contrarie allo sviluppo e al sostegno alla spina dorsale dell’economia italiana a partire dal metodo di valutazione delle tasse (studi di settore in testa) nè eque nè commisurate alla reale forza di ognuno. “Le tasse vanno giustamente pagate, ma ci troviamo nella condizione di non poterle più pagare perché troppo alte” hanno detto gli imprenditori al microfono di Virus “siamo ad un bivio: sfamare le nostre famiglie o pagare uno Stato che ci dimentica e chiede troppo”.

M. Serena Milisenna

(Foto: www.radioazzurra.org)