pedofilia3533La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, nei confronti di 25 soggetti italiani indagati per detenzione e divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet.

A Messina, Napoli e Prato 3 degli indagati sono stati tratti in arresto. L’indagine del Compartimento Polizia Postale di Catania ha riguardato un’attività sottocopertura, autorizzata dalla Procura, finalizzata al contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer denominato E-mule.


In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video di pornografia minorile, con abusi sessuali in pregiudizio di bambini di età infantile, spesso con torture alle vittime, utilizzando il citato software di file sharing. Le investigazioni, che si sono avvalse del coordinamento del Centro Nazionale di Contrasto della Pedo-pornografia On-line (CNCPO) di Roma, confermano l’attenzione della Polizia Postale nei confronti di tutte le modalità di diffusione di materiale pedo-pornografico.

Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Messina, Napoli, Teramo, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Bergamo, Varese, Brescia, Genova, Torino e Trieste. L’arrestato della provincia di Messina è un pensionato di anni 65; a Prato è un impiegato di 41 anni; a Napoli è un operaio di anni 44. Nei loro computer gli investigatori hanno rinvenuto oltre 20.000 file (video e immagini) pedo-pornografici. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 65 hard disk, 20 notebook, 2 tablet, 8 smartphone, oltre 100 pen drive e numerosi supporti ottici.

“L’età di diverse delle persone coinvolte è particolarmente elevata. A Cagliari ha 73 anni, a Napoli uno degli indagati ha 68 anni, a Milano uno ne ha 61. L’arrestato di Messina ha 65 anni – spiega il vice questore aggiunto della Polizia di Stato e dirigente del compartimento Polizia postale e delle comunicazioni Sicilia orientale, Marcello La Bella – La Polizia postale, comunque, oltre alla repressione del fenomeno è seriamente impegnata sul fronte della prevenzione: incontri nelle scuole, iniziative itineranti come ‘Una vita da social’, il truck della Polizia Postale che ha fatto tappa a Catania lo scorso 7 marzo. A Catania gli esperti della Polizia hanno già incontrato oltre 15.000 ragazzi delle scuole medie e cercato di spiegare tra l’altro la gravità della pornografia minorile”.