aula-bunkerResta a Palermo il processo sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso la Cassazione respingendo l’istanza di rimessione dei legali degli ex ufficiali dell’Arma, Mori, De Donno e Subranni. Il verdetto è stato emesso dalla Sesta Sezione Penale che ha rigettato la richiesta di trasferire il processo da Palermo a Caltanissetta. Gli imputati che hanno presentato la richiesta sono stati anche condannati al pagamenti delle spese processuali. Il collegio era presieduto da Stefano Agrò.

“Nella discussione finale chi ha chiesto la rimessione ha sostenuto che il processo sulla trattativa Stato-mafia era un processo politico, mentre la Cassazione, invece, ha ritenuto che le istanze presentate avessero, forse, scopi politici o di interessi diversi da quelli previsti dal diritto a tutela degli imputati”, ha commentato l’avvocato Giovanni Airò Farulla, che rappresenta il comune di Palermo nel processo e che si è opposto al trasferimento.


“La richiesta di trasferire il processo da Palermo a Caltanissetta ha avuto l’esito che già dall’inizio era scontato perché mancavano i presupposti per togliere il processo al suo giudice naturale”, ha spiegato l’avvocato Airò Farulla, dopo aver appreso la decisione della Sesta Sezione Penale della Suprema Corte, che ha rigettato l’istanza di rimessione.

Inoltre il legale ha sottolineato che “la città di Palermo per questo genere di processi è la città più sicura e meglio attrezzata d’Italia, dato la lunga esperienza che purtroppo ha maturato nel corso degli anni”, ha concluso Airò Farulla, che insieme a numerosi altri legali di parte civile, ha partecipato all’udienza svoltasi in Cassazione a porte chiuse. Tutte le parti civile si sono opposte al trasferimento del processo, così come il rappresentante della procura della Suprema Corte, Edoardo Scardaccione.

“La Cassazione, del cui equilibrio non abbiamo mai dubitato, ha superato uno scoglio che era sorto nel normale iter del processo. Palermo è una città abituata alle tensioni dei processi ed è attrezzata ad affrontarle”, ha detto il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che coordina il pool che ha istruito il processo sulla trattativa Stato-mafia. “Ora ci auguriamo – ha aggiunto – che il dibattimento prosegua nella sua fisiologia nel confronto tra le parti serenamente e senza scossoni”.