barcone-migrantiL’operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale denominata Mare Nostrum è iniziata il 18 ottobre 2013. Da allora la task force ha soccorso oltre 20 mila migranti. Nell’operazione, che ha un costo mensile che va dai sei ai nove milioni di euro al mese, sono impiegati il personale e i mezzi navali e aerei della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera, del personale del ministero dell’Interno-Polizia imbarcato sulle Unità della Marina Militare e di tutti i Corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare.

La Marina Militare, secondo quanto si legge sul sito, partecipa, in particolare, con una Nave Anfibia tipo Lpd con funzione di Comando e Controllo dell’intero dispositivo. L’Unità è dotata di spinte capacità sanitarie di primo intervento con disponibilità di mezzi da sbarco e gommoni a chiglia rigida. Inoltre l’Unità ha la possibilità di ricevere a bordo i rappresentanti di altri Dicasteri/Organismi nazionali/internazionali coinvolti nell’operazione.


Inoltre vengono utilizzate una o due fregate Classe Maestrale, ciascuna con un elicottero Ab-212 imbarcato; uno o due pattugliatori, Classe Costellazioni/Comandanti, con la possibilità di imbarcare un elicottero AB-212, ovvero Classe Minerva, di cui una con missione primaria di Vigilanza Pesca. In campo anche due elicotteri pesanti tipo EH-101 (Mph) imbarcati sulla Nave Anfibia, ovvero rischierati a terra su Lampedusa/Pantelleria/Catania come necessario e un velivolo P180, con capacità dispositivi ottici ad infrarosso (Forward Looking InfraRed-Flir) rischierato a Lampedusa.

Nell’operazione viene usata anche una rete radar costiera della Marina Militare con una capacità di ricezione dei Sisitemi Automatici di Identificazioni della Navi Mercantili (Automatic Identification System-Ais) e una nave mototrasporto costiero per supporto logistico.  Il Comando del Dispositivo aeronavale è affidato al Contrammiraglio Mario Culcasi imbarcato su Nave San Giorgio Unità designata sede di Comando. Sulle unità navali della Marina Militare del dispositivo, inoltre, sono già imbarcati rappresentanti del Dipartimento Pubblica Sicurezza-Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che con le loro capacità rafforzano i controlli dei migranti direttamente da bordo.

L’Aeronautica Militare concorre con le due basi di Lampedusa e Pantelleria, che forniscono supporto logistico, e diversi assetti, tra cui un P180 dotato di sensori ottici e infrarossi, un pattugliatore Atlantic e un velivolo a pilotaggio remoto (Uav) Predator.