Tre bambini di nazionalità romena di 4, 7 e 10 anni, l’8 Marzo del 2013, sono giunti in gravi condizioni all’ospedale di Canicattì.
Secondo i primi accertamenti si tratterebbe di avvelenamento. I genitori hanno raccontato che i tre bimbi avevano ingerito dei cioccolatini. I medici hanno allertato i carabinieri che, attraverso il Nas, hanno avviato una serie di accertamenti sugli alimenti presenti nell’abitazione della coppia che all’epoca dei fatti viveva a Naro e che svolgeva dei lavori saltuari. Due dei bambini, quelli di 4 e di 7 anni, in elisoccorso vengono trasferiti a Palermo e a Messina. Le loro condizioni sono definite gravi. Il terzo, un ragazzino di 10 anni, è stato invece trattenuto all’ospedale di Canicattì e sarebbe fuori pericolo. I carabinieri avviano una serie di accertamenti per capire esattamente che cosa sia accaduto.
Pochi giorni dopo, esattamente due, il bambino più piccolo, Sebastian cessa di vivere. Da quel momento tutta la stampa nazionale è interessata alla vicenda. Vengono ritirati dal commercio diversi tipi di cioccolatini. Tutte le arance in vendita tra Naro, Camastra e Canicattì vengono sottoposte a svariati controlli. A Naro arriva la RAI che punta i riflettori sulla vicenda per un’intera settimana facendo collegamenti in diretta e confezionando servizi per ogni edizione dei telegiornali.
Elicotteri dei carabinieri non smettono di sorvolare Naro. Dopo qualche giorno dalla notizia della morte di Sebastian, a tutte le redazioni arriva la notizia del ritrovamento del corpo di un rumeno nelle campagne della vicina Campobello di Licata. Si pensa subito a una vendetta della famiglia o di qualcuno vicino a loro. Immediatamente la notizia viene smentita dai Carabinieri e il buio riavvolge il caso.
Intanto la famiglia Lupescu non tornerà mai più in Italia. Il dolore per la perdita del piccolo Sebastian e per l’avvelenamento degli altri due fratellini: Alexander di 7 e Ionut di 10, ha segnato il papà e la mamma dei bimbi. Entrambi hanno manifestato la volontà di rimare a Iasi, loro città d’origine. Lo rivela Julian Mathias Pavel, parroco ortodosso della chiesa di San Nicola, che conosce bene la famiglia romena.
I Lupescu, racconta ancora il religioso, ha affidato l’intera questione a un avvocato di fiducia. Seguirà l’evolversi delle vicenda giudiziaria che ha rischiato di provocare la morte di un intero nucleo familiare.
La famiglia Lupescu è sconvolta ma la madre di Sebastian in particolare chiede giustizia. Tutta la comunità romena dell’Agrigentino vuole la verità su quanto accaduto e l’auspicio è quello che i carabinieri al più presto giungano alla soluzione di questo giallo assicurando alla giustizia gli autori o l’autore di questo tentativo di strage.
La Procura di Messina, finiti gli accertamenti sul corpo del piccolo Sebastian, ha restituito la salma ai familiari. A prelevare il feretro è stato un carro funebre giunto direttamente dalla Romania che in auto porterà la salma a Iasi, nel nord della Romania. Poi si terranno i funerali e il piccolo sarà tumulato nel cimitero della città d’origine della famiglia Lupescu.
A più di un anno di distanza, un assassino è ancora a piede libero tra le strade di Naro.
Gabriele Terranova














