Sulle proteste scaturite nei giorni scorsi relative all’area addestrativa di Drasy a Punta Bianca arriva la replica dell’Esercito Italiano, che in tal senso ricorda come è “importante garantire la disponibilità di aree addestrative in prossimità delle caserme”. Pertanto, l’eventuale chiusura, anche parziale, di un’area addestrativa, in questo caso Drasy, “porterebbe a riconsiderare la presenza dell’Esercito in una determinata area geografica”. In questo senso ad esempio il poligono di Drasy risulta indispensabile per mantenere l’efficienza di reparti dislocati a nella regione. “Infatti – afferma l’Esercito – l’addestramento è necessario per la sicurezza dei soldati, soprattutto per coloro che sono impiegati nelle operazioni all’estero come è avvenuto con la Brigata Aosta rientrata recentemente dall’Afghanistan. In Sicilia, l’unico sito finora individuato, che abbia i requisiti minimi necessari allo sviluppo di tale imprescindibile attività, è il poligono di Drasy – Punta Bianca. Nel caso particolare, l’indisponibilità di Drasy – Punta Bianca o di altro poligono con capacità analoghe nella regione pregiudica la presenza stessa dell’intera Brigata Aosta, dei reggimenti dipendenti e delle migliaia di militari e civili che ne fanno parte. Si parla di oltre 4000 militari di cui il 90% siciliani e delle loro famiglie che hanno un sensibile impatto sull’indotto economico e sociale.
L’Esercito ha manifestato con vigore la sensibilità della Forza Armata per realtà paesaggistiche come Punta Bianca e ha assicurato il proprio impegno nel mantenere l’area pulita, transitabile e fruibile per la popolazione, assicurando altresì la totale disponibilità a lasciarla libera ove, d’intesa con l’Amministrazione regionale, si possano trovare altri spazi analoghi per le esercitazioni. Le attività vengono condotte nel massimo rispetto dell’ambiente e vengono interrotte dal primo giugno al trenta settembre compresi, quindi per un terzo dell’anno, al fine di consentire alla popolazione la fruizione dell’area. Nell’intero anno 2013 sono state svolte solo 3 giornate a fuoco con le Blindo Armate Centauro, unici sistemi d’arma utilizzati in Sicilia ad avere un cannone, su un totale di 102 giornate di impiego del poligono. Il tipo di armi utilizzate è stato sempre dichiarato come riportato nelle ordinanze di sgombero affisse presso i comuni limitrofi prima di ogni esercitazione”.
L’Esercito – tengono a precisare i vertici militari – effettua inoltre sistematicamente la bonifica delle zone utilizzate e, con cadenza periodica, degli “Ecoday”, interventi di manutenzione e pulizia straordinaria dell’area. In uno di questi interventi il 4° Reggimento genio guastatori di Palermo ha rimosso oltre 11 tonnellate di materiali di risulta da demolizione che erano stati scaricati da ignoti ed ha provveduto a migliorare le condizioni viarie di alcune strade all’interno del poligono. “L’Esercito – continua una nota – è profondamente legato al patrimonio naturalistico e ambientale e sensibile alle esigenze delle comunità locali nelle are in cui operiamo . Utilizziamo il poligono di Drasy –Punta Bianca dalla metà degli anni cinquanta del secolo scorso, e dopo 45 anni di esercitazioni nel 2001 è stata riscontrata la prima volta la presenza di flora e fauna rare, segno che le esercitazioni non hanno disturbato l’ecosistema locale. Per quanto riguarda poi il crollo della costa, si evidenzia che, purtroppo, secondo un rapporto dell’United Nations Environment Programme pubblicato la scorsa estate, un quarto delle coste del bacino del Mar Mediterraneo soffre del fenomeno dell’erosione e che, in un recente articolo, un geologo del WWF di Agrigento ha osservato che le cause dei crolli sono da ricondurre ad una più ampia azione di degradazione naturale esercitata da acque ed escursioni termiche, più che all’azione ipotizzata a carico delle esercitazioni a Drasy – Punta Bianca che comunque, giova ricordare, è distante più di 20 Km dalla Valle dei Templi”.












