Volendo dare una chiave di lettura quanto più esatta possibile,scevra di qualsiasi faziosità ideologica e/o partitica, sul recente risultato elettorale,a mio modesto avviso,più che parlare della vittoria del PD si deve parlare della vittoria di Matteo Renzi che ritengo sia stato votato da elettori che non si sono mai nel passato riconosciuti nel partito comunista di tanto tempo fa e che tuttora non si riconoscono nell’attuale PD per quanto distante e di molto dal tramontato P.C. di passata memoria.
Detta considerazione,ovviamente strettamente personale,scaturisce dal fatto che mai come questa volta,anche se le votazioni erano finalizzate al rinnovo degli Organismi europei ma avevano pur sempre una chiara connotazione politica,l’elettorato italiano si è ritrovato di fronte ad un bivio, ad una grande alternativa per cui bisognava fare una scelta di campo; e cioè votare un giovane rampante e baldanzoso, di belle speranze, pieno di tanta voglia e ferrea volontà di cambiare le cose o correre il rischio non troppo mascherato della insorgenza di una dittatura che avrebbe potuto cancellare lo stesso sistema democratico premiando così un movimento che non faceva mistero che tutto e tutti dovessero essere rottamati senza, peraltro,un preciso programma sui problemi attuali del Paese.
Ne d’altronde l’elettore attento allo scenario politico di questi giorni poteva fidarsi ancora una volta dell’ex Cav. Berlusconi il cui partito, al di là delle sue vicende personali più o meno sindacabili,non poteva essere premiato sia perché in tanti anni di governo aveva portato il paese al collasso sia perché i suoi dirigenti,come del resto anche tanti altri se non tutta la”casta,si sono maggiormente occupati nel mantenimento dei privilegi legati alle cariche rivestite piuttosto che pensare di risolvere la gravissima crisi che si è abbattuta come una scure sul paese costringendo a volte le persone oneste a togliersi addirittura la vita. Motivo per cui gli italiani si son trovati a dover scegliere tra la paura che poteva portare anche alla fine della democrazia tanto faticosamente conquistata dopo la fine del secondo conflitto mondiale e la speranza,rappresentata dall’attuale giovanissimo Premier,che si possa,attraverso le riforme ritenute necessarie dallo stesso Presidente della Repubblica, in tempi ragionevolmente brevi,ricreare un clima di operosità e di oculato utilizzo del denaro pubblico capace di far uscire i Paese dal tunnel di una crisi molto grave e di lunga durata.
Certamente con i lusinghieri risultati ottenuti, che possono definirsi semplicemente storici od epocali,il paese intero ha affidato all’attuale Presidente del Consiglio una grande responsabilità che dovrà portarlo a porre in essere senza indugio,che peraltro sarebbe del tutto ingiustificato, le misure indispensabili per la risoluzione dei reali problemi dei cittadini i quali pretendono che da una così grande fiducia accordatagli ci sia il ritorno di una politica non più litigiosa,come nel passato,ma attiva e fattiva nell’interesse ,e questa volta per davvero,del sistema paese.
La strada da percorrere non è comunque molto semplice perché si richiedono provvedimenti capaci di sradicare la gramigna del malcostume ed del malaffare che per tanti anni ha devastato l’Italia intera ed il cui radicamento durato lungamente potrebbe essere di difficile estirpazione dovendo essere eliminate cattive abitudini od intaccati lucrosi emolumenti sinora goduti da tanti che hanno fatto scempio del denaro altrui e che per questo opporranno una dura resistenza.
In buona sostanza, attraverso il voto concessogli, vien chiesto al Presidente in carica di passare sul serio dalle parole ai fatti concreti perché solo dalle risposte operative che verranno fornite si potrà trarre il convincimento che l’arma del voto sia stata ben utilizzata e che la fiducia sia stata ben riposta.
L’opera di risanamento che si vuole da Renzi, che in questa tornata elettorale è risultato l’unico trionfatore,incontrerà sicuramente difficoltà che solamente con la collaborazione di tutti, maggioranza ed opposizione non sterile, potranno essere rimosse per il bene comune nella consapevolezza che quando si vuole la politica può fare miracoli e per giunta senza dover aspettare troppo a lungo.
Non resta quindi che formulare al premier ed alla sua equipe l’augurio di poter operare con serietà ed impegno costante nell’esclusivo interesse di tutti ed in modo particolare dei giovani che,allo stato,si ritrovano senza alcuna aspettativa o speranza di un futuro migliore.
S. Curcio

















