Il gip Lorenzo Matassa ha convalidato il fermo di Salvatore Maniscalco, l’uomo accusato di avere ucciso e bruciato la moglie Concetta Conigliaro a San Giuseppe Jato (Pa). Il gip Lorenzo Matassa ha disposto la custodia cautelare in carcere. L’uomo, quindi, resterà all’Ucciardone dove è stato recluso finora.
La donna era scomparsa da San Giuseppe Jato il 9 aprile scorso. È stato il marito, con il quale la relazione era ormai naufragata, a indicare negli scorsi giorni dove si trovavano i resti che apparterrebbero alla donna. Resti di un corpo bruciato, all’interno di un un grosso fusto metallico in contrada Giambascio, lungo la strada che da San Cipirello conduce a Partinico.
Si attendono gli ultimi esami di laboratorio, ma le prime conferme dicono che si tratta di ossa umane. Il giudice si è riservato sulla misura cautelare, la decisione arriverà nel pomeriggio. Questa mattina Maniscalco ha dato l’ennesima versione differente dei fatti, la quarta da quando è stato fermato.
L’indagato ha detto di aver avuto a casa sua un litigio con la moglie che poi cadendo ha sbattuto la testa. L’uomo, dopo aver appurato che la donna non respirava più, l’avrebbe portata in campagna e bruciata. Anche questa versione, come quelle precedenti, non convince gli inquirenti.
I carabinieri sono risaliti al marito grazie alla scheda sim della moglie. Scheda telefonica che ha smesso di funzionare il 9 aprile per poi tornare attiva il 13 aprile nel telefonino dei marito. Da qui si è partiti. I carabinieri hanno convocato il marito in caserma e da lì è iniziato il lungo interrogatorio alla fine del quale il marito ha condotto i carabinieri nel casolare nella strada provinciale tra San Cipirello e Partinico dove sono stati trovati i resti umani.













