Otto anni di reclusione è la pena inflitta dal Tribunale di Agrigento (presidente Giuseppe Melisenda Giambertoni, a latere Michele Contini e Agata Genna), nei confronti di A.A., 57 anni, bracciante agricolo di Canicattì, arrestato dalla polizia il 18 gennaio scorso con l’accusa di tentato omicidio, danneggiamento e violazioni in materia di armi. Secondo i giudici l’uomo tentò di ammazzare il nipote sparandogli contro un colpo di pistola che non andò a segno solo per la reazione del giovane che riuscì a bloccargli la mano. All’origine dei contrasti tra zio e nipote ci sarebbe una divergenza sui confini dei propri appezzamenti di terreno. L’uomo è stato processato e condannato per direttissima. Il Tribunale di Agrigento ha disposto il non doversi a procedere per il nipote S.B., 35 anni, di Canicattì, accusato di lesioni.












