Nel trapanese, la provincia più vitata della Sicilia, la peronospora causata dal clima umido della primavera, ha determinato “danni ingenti”, anche se a macchia di leopardo, soprattutto per il Nero d’Avola, uno dei vini siciliani più famosi e che, insieme al Syrah, contribuisce all’export nazionale del vino. Complessivamente il valore delle esportazioni dei vini siciliani si aggira sui 99 milioni di euro, alimentando il dato nazionale che, nei primi 4 mesi del 2014, ha visto l’export aumentare del 3% rispetto al dato dello scorso anno.
E’ quanto rileva la Coldiretti siciliana, commentando la vendemmia in corso che nell’Isola ha complessivamente una minore produzione e una qualità nella media. L’associazione chiede “l’immediata” convocazione del tavolo vitivinicolo regionale per affrontare le problematiche del comparto. “La stima della perdita di produzione si aggira intorno al 20 per cento con punte del 30 nel trapanese – rileva ancora la Coldiretti siciliana -. Sul versante dei prezzi delle uve c’è poca trasparenza e questo aumenta le incertezze dei produttori che non sanno quanto riusciranno ad ottenere, perpetuando la crisi di liquidità che dura da tempo”.
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