tribunale-new3Accogliendo le argomentazioni del difensore, l’avvocato Salvatore Russello, il Tribunale del Riesame ha annullato, per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, la misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari imposta dal Tribunale di Agrigento lo scorso 22 settembre a Giuseppe Porcello, di Naro e residente ad Agrigento, 74 anni, medico e componente della commissione per l’accertamento delle minorazioni e invalidità civile di Agrigento, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “La carica delle 104”. A favore di Porcello, inoltre, i giudici del Riesame hanno annullato la contestazione del reato associativo, dunque il concorso con altri in associazione a delinquere. Giuseppe Porcello, pertanto, è in stato di libertà.

Confermata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere il medico Antonino Scimé, 64 anni, di Agrigento, arrestato dalla Digos, nell’ambito dell’operazione “La carica delle 104”, che ha svelato l’esistenza di un collaudato sistema corruttivo per ottenere riconoscimenti di invalidità, trasferimenti di luoghi di lavoro e assegni pensionistici.
Lo hanno deciso i giudici del Tribunale del Riesame di Agrigento, a cui si erano rivolti i suoi legali, gli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, con la richiesta di annullamento del provvedimento cautelare emesso dal Gip Ottavio Mosti, dietro richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento. Secondo il procuratore capo Renato Di Natale, l’aggiunto Ignazio Fonzo, e il sostituto procuratore Andrea Maggioni, l’ortopedico Antonino Scimè avrebbe dato un grosso contributo all’organizzazione. In particolare sarebbe emersa con chiarezza il rapporto di vicinanza del medico con il promotore Daniele Rampello, 47 anni, di Raffadali, anche lui finito in carcere, ponendo il primo nel ruolo di consigliere e braccio destro nell’impostazione medico legale delle pratiche. Scime’, inoltre, è gravemente indiziato dei fatti di corruzione accertati nel contesto di alcune pratiche di utenti per l’ottenimento della pensione di invalidità civile vicende. Ma deve anche rispondere di numerosi presunti episodi di corruzione con la pneumologa di Naro, Giuseppa Gallo. Il Riesame ha annullato il capo R6, ossia il reato di concorso nelle truffe. Confermato il resto del quadro accusatorio. Decisione differente, invece, per un altro indagato, Lorenzo Greco, 60 anni, di Agrigento, medico pubblico specializzato in audiologia. Nei suoi confronti il Riesame ha annullato il reato di associazione a delinquere, per mancanza di gravi indizi sull’insussistenza del reato associativo. comunque, Lorenzo Greco, rimane agli arresti domiciliari. Il medico (difeso dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano), è indagato perché avrebbe attestato false patologie. Accogliendo le argomentazioni dei difensori, gli avvocati Rosa Salvago e Fabrizio Biondo, è stata annullata in sede di Riesame la misura cautelare per il medico radiologo di Aragona, Alfonso Russo, 65 anni, ristretto agli domiciliari dallo scorso 22 settembre.