L’operazione “La carica delle 104″ è tutt’altro che conclusa. Gli agenti della Digos, coordinati dalla dirigente Patrizia Pagano, e su ordine della Procura della Repubblica di Agrigento, nei giorni scorsi hanno acquisito nuova documentazione presso l’ufficio scolastico provinciale, e non solo. Da giorni negli uffici della Questura di Agrigento, infatti, si assisterebbe ad una sorta di “sfilata” di indagati, e persone informate sui fatti, oltre a semplici cittadini, convocati per chiarimenti. Gli investigatori hanno ascoltato medici, impiegati, funzionari di enti pubblici, insegnanti e pensionati, oltre che soggetti vicini alle persone coinvolte nell’inchiesta. Su un’ulteriore filone di indagine dagli ambienti investigativi bocche cucite e per adesso non trapela assolutamente nulla. La certezza è che molti dei “convocati” della Digos, hanno preferito fare scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere. La conferma che l’inchiesta continua, anche in maniera spedita, intanto, arriva direttamente dai giudici del Tribunale del Riesame di Palermo, che nel provvedimento rigettato all’indagato Daniele Rampello, scrive “Dalla lettura degli atti si evince che sono ancora in corso indagini finalizzate a definire le ulteriori responsabilità dello stesso indagato, ad individuare compiutamente tutte le truffe ed i falsi perpetrati nonché ad accertare la falsità di oltre 300 certificati sanitari utilizzati per l’ottenimento dello status di invalidi”.
In merito alle note vicende giudiziarie rese note recentemente dalla magistrale inchiesta delle forze dell’ordine denominata “La carica delle 104”, (ove si è finalmente scoperchiato il vaso di tutte queste nefandezze che appestano la parte sana della scuola italiana ed Agrigentina in particolare ), è sorto spontaneamente un Comitato formato da oltre 500 docenti di tutti gli ordini di scuola che si sono ribellati all’uso distorto dei privilegi che garantisce questa legge che, a suo tempo, fu un grande esempio di civiltà e rispetto per persone in stato di bisogno.
Da tempo avevamo segnalato comportamenti strani inerenti ad un aumento esponenziale di colleghi che ottenevano trasferimenti ed assegnazioni provvisorie quasi immediatamente dopo essere stati nominati in ruolo, molti nel nord Italia, ledendo così il diritto a colleghi con più anzianità di servizio. << Ora tutto è venuto alla luce – si legge in una nota -. Nonostante sia in atto ancora l’attività investigativa i docenti Salvatore Liotta, Calogero Lino, Dorenzo Navarra e Tonino Butticè hanno chiesto un incontro al prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, garanzia di legalità e trasparenza, che riveste in questa nostra martoriata provincia. Nel corso della riunione oltre a sentire le nostre argomentazioni consegneremo al Prefetto le firme raccolte dal comitato “Insegnanti in movimento” e copie delle passate denunce consegnate da alcuni di noi alle Procure >>.












