tromba-dariaLe scuole del territorio di Catania rimarranno chiuse anche domani a scopo precauzionale a causa dell’allerta meteo, con codice rosso, diffusa dalla protezione civile. Lo ha deciso il sindaco Enzo Bianco dopo una consultazione con gli esperti.

Nell’ordinanza si dispone anche il divieto di circolazione dei mezzi a due ruote fino alle 24 di domani. L’Ufficio della protezione civile del Comune ha rivolto un invito alla popolazione a “rimanere in casa e a non uscire se non in caso di assoluta necessità in particolare stasera e domani mattina, quando sono previsti rovesci di forte intensità”. L’ufficio ha inoltre diffuso un numero di telefono, lo 095/484000, per segnalare eventuali emergenze. Scuole chiuse anche ad Acireale, Aci Castello, San Giovanni La Punta, Riposto e Caltagirone.


MESSINA. Pioggia e forte vento hanno creato disagi a Messina e provincia. Dopo una mattinata tranquilla nonostante l’allerta meteo, nel pomeriggio si è scatenata una bufera sullo Stretto. Il sindaco Accorinti, diversi primi cittadini di altri comuni della provincia e l’università di Messina hanno deciso la chiusura di scuole e facoltà per precauzione e non è escluso che gli istituti restino chiusi anche domani.

Il maltempo sta interessando tutta la provincia di Messina e secondo la protezione civile nella zona ionica sono previsti quantitativi di pioggia elevati superiori a 100 millimetri per mq in 24 ore. Preoccupazione soprattutto per le zone di Giampilieri e Scaletta ha anche attivato una procedura di emergenza. I migranti occupanti il Palanebiolo sono stati accompagnati nell’edificio della caserma di Bisconte. Interrotti i collegamenti con le Eolie e ancora fuori uso il porto di Tremestieri a Messina.

SIRACUSA. Le scuole di Siracusa resteranno chiuse anche domani “per evidenti esigenze di pubblica incolumità e sicurezza” determinate dalle proibitive condizioni del tempo, rende noto il Comune. Al servizio di protezione civile comunale resta attivo ininterrottamente il centro operativo, da dove viene costantemente monitorata la situazione. Inoltre per stasera è stata sospesa la zona a traffico limitato a Ortigia.

RAGUSA. Codice rosso in provincia di Ragusa per la giornata di oggi e di domani. A stabilirlo il dipartimento regionale della protezione civile. Le scuole domani resteranno chiuse in tutta la provincia. In alcuni comuni iblei sono state già chiuse nel pomeriggio. Sono previsti fra oggi e o domani abbondanti piogge, si calcola una quantità di 170 mm di acqua, un quarto di quella caduta in tutto l’anno.

EOLIE. Anche nelle Eolie è allarme meteo e oggi e domani le scuole di Lipari saranno chiuse. Lo ha disposto il sindaco Marco Giorgianni: “Si raccomanda di adottare comportamenti prudenziali al fine della salvaguardia della pubblica e privata incolumità”.

ENNA. Scuole chiuse da oggi pomeriggio alle 15 fino a sabato pure nell’Ennese. I sindaci di Enna, Calascibetta, (solo per il plesso Umberto I) Pietraperzia (solo per domani 7 novembre ) Aidone, Assoro, Leonforte, Nicosia e Valguarnera hanno emesse ordinanza per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. L’allarme maltempo dovrebbe cessare stasera ma su questi comuni incombe il codice rosso per rischio idrologico, e codice giallo per rischio idraulico.

PALERMO. Il dipartimento regionale della protezione civile ha diffuso un allerta meteo con allarme rosso dalla mezzanotte di oggi e per la giornata di domani per il rischio idrogeologico anche nella provincia di Palermo. Si prevedono precipitazioni diffuse sulla Sicilia occidentale e orientale e forti raffiche di vento con possibili mareggiate lungo le coste interessate.

Il presidente Crocetta sarà domani ad Acireale. La giunta regionale si riunirà simbolicamente nella città che ha subito i danni più pesanti dalla tromba d’aria che si è abbattuta ieri sulla riviera ionica. E per oggi è previsto il codice rosso della protezione civile, attesi altri forti temporali su tutta la Sicilia orientale.

Crocetta, così come richiesto dal sindaco Roberto Barbagallo, dovrebbe dichiare lo stato di calamità. Prima della riunione il governatore, assieme al sindaco di Acireale, faranno visita ai cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, scoperchiate dal vento. “Stamattina ho parlato al telefono con alcuni sindaci delle città più colpite – dice Crocetta – per esprimere la mia solidarietà. Avrei voluto recarmi in quelle zone già oggi, ma sono stato costretto a rimanere a Roma per problemi allo scalo di Fiumicino, dovuti proprio al maltempo”.

“Domani il presidente riunirà la giunta ad Acireale, all’ordine del giorno non ci saranno solo i danni del maltempo – spiega il deputato Nicola D’Agostino (Udc), tra i primi ad attivarsi per chiedere l’intervento delle istituzioni – un passaggio che dimostra tempestività e sensibilità che, in questo momento drammatico, è enormemente gradita”.

“La città è in ginocchio, ferita – continua – la conta dei danni è appena cominciata: ad Acireale c’è un teatro senza tetto, un palasport  e due scuole inagibili, alberi completamente sdradicati e abbattuti su centinaia di auto in sosta, il verde pubblico completamente devastato. Calcinacci e mattoni che fortunatamente non hanno caudato danni peggiori. Poi ci sono centinaia di danni alle abitazioni private e decine di case inagibili per le infiltrazioni. Adesso è impossibile quantificare le perdite economiche. Davanti ai nostri occhi scene apocalittiche, il fatto che non ci siano delle vittime ha del miracoloso, ma allo stesso tempo spegne l’attenzione della politica nazionale. La presenza del presidente della Regione servirà a tenere puntati i riflettori sul dramma che sta vivendo la nostra comunità e sarà un messaggio diretto al governo Renzi affinchè si mobiliti per assicurare dignità e sostegno ad Acireale”.

Ieri altri esponenti della politica acese (Raciti del Pd, Pogliese e Catanoso di Forza Italia, Foti del M5s) hanno chiesto l’attenzione del governo regionale e nazionale ribadendo la necessità del riconoscimento dello status di calamità naturale.

Prosegue anche sul resto del territorio Catanese la conta dei danni. In città risulta fortemente danneggia la zona di Ognina e il centro storico a ridosso del porto e della Via Dusmet, ingenti danni alle automobili e la verde pubblico.
Stamane su Catania il cielo è nuvoloso e piove leggermente a tratti ma le previsioni parlano di “rovesci di forte intensità, raffiche di vento e burrasca che dovrebbero intensificarsi nella seconda parte della giornata, fino a notte”.

“Fare in fretta la conta dei danni e chiedere lo stato di calamità per le nostre produzioni agricole e floro – vivaistiche devastate dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito ampie zone del catanese”. La richiesta di interventi immediati a favore dell’agricoltura etnea arriva dal presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi.

“Da ieri ricevo continue segnalazioni da parte dagli associati di Confagricoltura di Catania e provincia di danni ingenti alle loro attività – afferma Selvaggi – non siamo ancora in grado di quantificare in termini economici e di impatto ambientale l’entità di tali danni, ma a giudicare dalle prime stime quella che si è abbattuta sull’agricoltura della nostra provincia sembra una vera e propria catastrofe”.

“In particolare ci giungono notizie sconfortanti dalla zona acese dove gli aranceti, i limoneti, i vivai e tutte le colture sono state danneggiate in modo pesantissimo dal vento e dalla pioggia che ha sferzato tutta la zona”, sottolinea il presidente degli imprenditori agricoli catanesi.

“Ancor prima che cessi l’allerta meteo, augurandoci che non causi ulteriori danni, dobbiamo cominciare a lavorare tutti insieme: imprenditori, istituzioni e politica, perché il maltempo eccezionale non si trasformi in crisi irreversibile per centinaia di aziende già colpite dalla grave contrazione economica degli ultimi anni”, aggiunge il presidente di Confagricoltura Catania.

“La nostra associazione, non appena sarà cessata l’allerta, comincerà dei sopralluoghi nelle aziende dell’acese per poi proseguire nelle altre zone colpite da questa calamità”.

“La mia solidarietà e quella di Confagricoltura va ai cittadini di Acireale che, oltre ai danni alle attività imprenditoriali, hanno subito danni alle loro abitazioni”, conclude Selvaggi.