vescovo_montenegro2“Si pensi a questi rifugiati, che devono stare nei centri in tutta Italia mesi e mesi, alcuni anche anni, prima di avere una risposta. Se io ad esempio fossi un migrante di 20/30 anni, che deve stare tutta la giornata senza far niente ad aspettare una risposta sul proprio futuro, dopo alcuni giorni m’incattivirei anche io! Sono dei ‘ragazzoni’ che con i nostri ragazzi avrebbero voglia di fare qualcosa e non gli è permesso. In compenso sono costretti a stare dentro un centro d’accoglienza senza far niente per mesi, a guardare la strada e il cielo. E pretendiamo pure che diventino lindi e pinti? Questa sarebbe l’accoglienza?”.
Così parla Mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente della commissione Cei per le migrazioni e presidente della fondazione “Migrantes”. “L’Italia continua ad essere un Paese caratterizzato da una forte emigrazione”. Lo conferma è arrivata ieri durante l’incontro per esaminare il Rapporto italiani nel mondo, curato dalla Fondazione Migrantes.

Sulla ‘risorsa migrazione’ chiaro il pensiero dell’arcivescovo Montenegro “Questi spostamenti, questa mobiltà di tanta gente non è soltanto un problema come noi solitamente lo vediamo. Chi si sposta e va in un’altra nazione come noi che riceviamo gli altri porta una ricchezza, una capacità, una professionalità: chi riceve dovrebbe essere in grado di rendersene conto e di approfittarne in senso buono. Tutti gli immigrati che arrivano da noi non sono un peso, molti sono laureati, molti hanno svolto la loro professione nella loro terra e ora per la guerra o per altri motivi devono lasciare ma è assurdo che debbano fare gli ambulanti perché io ho visto un ingegnere che vendeva oggettini per strada… Ecco quella non è una ricchezza se ci fosse una accoglienza? E quanti dei nostri, non solo operai e lavoratori, ma anche persone con un titolo di studio andando in altre nazioni potrebbero mettere a profitto quello che hanno dentro”.


Su Agrigento e Lampedusa, che oggi vivono anche il rischio che tra i migranti che arrivano sui barconi dal nord Africa ci siano anche infiltrati dell’Isis, Montenegro aggiunge “Questo è possibile, il mondo è sempre un miscuglio di bene e di male. Bisogna esser capaci di fare dei buoni controlli e di saper filtrare. Quando son partiti i nostri migranti italiani verso l’America o altri Paesi, noi abbiamo esportato i mafiosi. E’ stato un rischio anche allora. Non possiamo vivere come se fossimo in una bolla di sapone come dice Papa Francesco. Forse dovremmo essere meno colonizzatori e cercare di investire in quelle terre pensando anche al bene di quella gente e non soltanto ai nostri interessi. Perché se oggi c’è migrazione, il male non è la migrazione, la migrazione è solo un sintomo, il male più grande è l’ingiustizia. I migranti denunciano un’ingiustizia che esiste. Non possiamo pensare che tutto si risolva accomodando sempre le cose”.

Intanto “Mare Nostrum” è stato sostituito dall’operazione europea “Triton”. “Bisogna vedere com’è impostato Triton – ha continuato l’arcivescovo di Agrigento -. Il rischio è che vogliano fare muro per difendersi. Ma che futuro c’è se ci si difende e non ci si siede a mensa tutti quanti? Non credo che salveremo l’umanità alzando muri! Ormai l’umanità sta prendendo una velocità diversa. Purtroppo il cuore dell’Europa è la finanza, non l’uomo. Se si parla di soldi forse ci intendiamo, se si parla di uomini c’intendiamo un po’ meno. La Germania sta portando avanti una politica molto più intelligente dell’Italia perché la gente emigra ed invecchia e loro accolgono migranti che possano coprire quei vuoti che ci saranno in futuro. Cosa che noi non stiamo facendo”.